Valentin Tomberg

Valentin Tomberg (Feb. 27, 1900–Feb. 24, 1973) nacque nel 1900 in una famiglia di confessione luterana, a San Pietroburgo, in Russia. Da adolescente fu introdotto all’Ermetismo Martinista di G. O. Mebes, così come alla Teosofia e al misticismo della Chiesa Ortodossa d’Oriente. La madre di Tomberg fu uccisa dai bolscevichi durante Rivoluzione Russa, e in seguito a ciò si trasferì assieme al padre a Tallinn, in Estonia, dove studiò scienza delle religioni comparate e lingue antiche e moderne, presso l’università di Tartu.

Da giovane fu fortemente influenzato da Vladimir Soloviev ed ebbe  una’esperienza mistica della “Sophia” in una chiesa olandese. Nel 1925 entrò a far parte della Società Antroposofica, sotto i cui auspici tenne conferenze in Olanda e Inghilterra e scrisse testi sulla Bibbia, l’antroposofia e l’esoterismo cristiano. Durante la II Guerra Mondiale abbandonò la Società Antroposofica e le dispute interne e si convertì al Cattolicesimo. Nel 1948 si trasferì in Inghilterra dove divenne un interprete per la BBC e collaborò alle intercettazione delle trasmissioni russe durante la Guerra Fredda, mentre continuava la sua devozione alla pratica della meditazione e i suoi scritti successivi di ricerca esoterica. Nel 1960, una volta in pensione, si trasferì a Reading, presso il Tamigi. Merì mentre era in vacanza a Majorca. Il lavoro più conosciuto dell’ultima parte della sua vita è Meditazioni sui Tarocchi: un viaggio nell’Ermetismo Cristiano, per sua volontà scritto e pubblicato in forma anonima.