Dell’iniziazione. I primi passi

Il termine iniziazione è spesso associato, in campo antropologico, al concetto di rito di passaggio. Anche nel contesto dell’esoterismo e della cultura Tradizionale, l’iniziazione è intesa come un rito di passaggio dalla condizione generica di profanità a quella di iniziato, intendendo con ciò non il passaggio ad un’altrettanto condizione statica come la profanità, bensì l’inizio di un processo di cambiamento.

Nella storia dell’umanità ci sono moltissime testimonianze di scuole che avevano il compito di trasmettere la conoscenza occulta, e per questo venivano anche chiamate scuole misteriche, in quanto in esse gli adepti venivano iniziati ai misteri più profondi riguardanti l’uomo e il cosmo.

L’aggettivo occulto non deve però essere frainteso: esso sta semplicemente a indicare qualcosa di non manifesto. Si potrebbe infatti obiettare che, vista l’apparente inaccessibilità di queste scuole e degli insegnamenti impartiti, esso stia a indicare un carattere elitario; d’altra parte, se ciò che vi si insegna è così importante, dovrebbe anzi essere di pubblico dominio, pertanto il volerlo tenere nascosto è invece la prova che così importante poi non è. In realtà la conoscenza dei misteri è occulta per il non iniziato allo stesso modo in cui lo è la scrittura per colui che non sa scrivere.

Ne segue pertanto che, come è possibile imparare a scrivere, così è possibile imparare la conoscenza della realtà spirituale: essa è accessibile ad ogni uomo, purchè egli sviluppi le qualità animiche necessarie a intraprendere il percorso. Se aspira seriamente alla conoscenza superiore, infatti, non troverà nessun ostacolo alla ricerca di un iniziato che lo consigli e lo guidi nel suo cammino di ricerca interiore, e potrà anche essere sicuro che in ogni caso la conoscenza gli giungerà.

Per gli iniziati infatti valgono le seguenti due leggi naturali:

  1. non negare a nessun vero aspirante la conoscenza che gli è dovuta.
  2. non comunicare alcunché della conoscenza occulta a chi non ne sia degno

L’anima è quindi il punto di partenza dell’intero percorso, è il luogo da cui iniziare la purificazione dei sentimenti necessari alla crescita nel mondo dello spirito. Tra tutti i sentimenti  quello da cui partire è la devozione o venerazione, infatti:

“se non sviluppiamo in noi il profondo sentimento che esiste qualcosa di superiore a noi, non troveremo neppure la forza di svilupparci fino a qualcosa di più elevato.” Rudolf Steiner, L’iniziazione, Cap. I

Quest’opera di purificazione deve per forza passare attraverso la porta dell’umiltà, in analogia con l’acrostico ermetico Visita Interiore Terrae Rectificando Inveniens Occultum Lapidem (penetra nelle viscere della terra e, percorrendo la retta via, scoprirai la pietra nascosta) o con il primo dei viaggi della Commedia di Dante. Solo quando si sarà discesi nel profondo della devozione, si potrà fissare gli occhi verso la luce, così come ebbe a dire Oscar Wilde:

we’re all in a gutter, but someone of us is looking at the stars.
(siamo tutti in una fossa, ma qualcuno sta guardando le stelle)

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