di Richard Distasi

Quello che segue è la traduzione di un articolo di Richard Distasi, apparso come nota di Facebook, e disponibile pertanto solo agli utenti registrati. Ho voluto condividerlo con i miei lettori italiani, per l’importante luce che getta sulla linea delle incarnazioni di Giovanni.

– continua da qui

Nel II Libro dei Re leggiamo a proposito:

Dopo che furono passati, Elia disse ad Eliseo: «Chiedi ciò che vuoi che io faccia per te, prima che sia portato via da te». Eliseo rispose: «Ti prego, fa’ che una doppia porzione del tuo spirito venga su di me». Elia disse: «Tu hai chiesto una cosa difficile; tuttavia, se mi vedrai quando sarò portato via da te, ciò ti sarà concesso, altrimenti non l’avrai». Ora, mentre essi camminavano discorrendo, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco li separarono l’uno dall’altro, ed Elia salì al cielo in un turbine.1Cfr. 2 Re, 9-12, ad esempio qui.

Il carro di fuoco rapresenta il mantello astrale-eterico di Elia di origine Micaelico-Natanica, che ascende verso le alte sfere spirituali. Il mantello che Elia dona a Eliseo si riferisce alle forze spirituali auriche2eteriche, N.d.T. che fluiscono dal corpo aurico di Elia, provenienti dal mondo spirituale in direzione dell’anima di Eliseo in terra.

Queste sono le affermazioni di Rudolf Steiner su Eliseo, in quanto successore di Elia:

Ora il successore di Nabot-Elia doveva diventare maturo. Ma lo fece in un modo diverso. Per il discepolo è più facile che per il maestro. La forza che Nabot-Elia aveva ricevuto gli era divenuta disponibile; aveva a sua disposizione l’aiuto di Elia. Così come per gli individui che sono passati attraverso la porta della morte opera una particolare forza dal mondo spirituale, anche su Eliseo opera ora  con una particolare forza Nabot-Elia, dopo la morte di questi; così come, ad esempio, Cristo Gesù ha operato sui suoi discepoli dopo la propria morte e resurrezione. Nabot-Elia ha operato intensamente in Eliseo. Ciò che ora Eliseo sperimenta era la stessa forza che fluiva da Elia e che ha operato ininterrottamente, dopo la morte di questi, in coloro i quali si erano consacrati a lui. In questo modo Eliseo ebbe l’esperienza di poter vedere il suo grande maestro Elia, dopo la morte di questi, vivo e di fronte lui, a cui disse: «voglio lasciare Galgala». Vorrei accennare da ultimo a un passo biblico: «Ora, quando l’Eterno volle portare in cielo Elia in un turbine, Elia partì da Galgala con Eliseo».3Cfr. 2 Re, 1, ad esempio qui. Quest’ultimo non è un luogo. La Bibbia non intende comunicare che si tratta di un luogo. Si tratta di un terminologia tecnica per dire: l’anima che passa attraverso la nascita e la morte; che va da una vita fisica all’altra. Questo processo si può chiamare Galgala.

Come accennato in precedenza, ciò che è stato recentemente accertato è che Zarathustra operò anche attraverso il corpo aurico di Elia. Era assolutamente necessario che lo facesse, perché questo era il mantello di Elia che sarebbe tornato sulla terra con il Cristo, nel momento del Battesimo nel Giordano. Le antiche scritture affermavano che il Messia non sarebbe apparso sulla terra senza che “Elia  tornasse nuovamente”; non solo per quanto riguarda la presenza dell’IO SONO di Giovanni Battista, che un tempo ospitava il mantello di Elia, ma, per essere più precisi, nel ritorno del mantello eterico-astrale Nathan-Michele che è venuto a posarsi sul corpo di Gesù di Nazareth al momento del battesimo nel Giordano.

Zaratustra si manifestò nel IX secolo a.C. “all’interno” di questo mantello eterico-astrale di Nabot, di natura Natanico-Micaelica. La nuova scoperta è questa. Perché è importante capire che in questo mantello di Elia era anche compresente Zarathustra?

Le ragioni sono le seguenti. Nell’antica Palestina esisteva una regione una volta chiamata Wadi Kharrar. Si crede che questa regione potesse trovarsi lungo il fiume Giordano, dove Giovanni Battista battezzò Gesù. Questa stessa area è anche colelgata alla collina da cui Elia ascese al cielo. La collina è chiamata Tell Mar Elias, che in aramaico si può tradurre come: collina del profeta Elia. Nabot è stato lapidato a morte per ordine di Acab, a causa di una congiura perpetrata da Jezebel. Eppure, nel Libro dei Re, Elia continua ad apparire anche dopo la morte di Nabot, nonostante il mantello di Elia venga donato interamente a Eliseo sul fiume Giordano solo molto più tardi. Nabot era consapevole della sua morte imminente. Sapendo questo, ha individuato Eliseo come suo successore. E a Damasco Elia inizia Eliseo per la prima volta. Prokofieff traccia un parallelo  tra l’iniziazione di Eliseo e quella di Saulo-Paolo , secoli dopo. Il mantello  Natanico-Micaelico di Elia che avvolse Eliseo a Damasco è lo stesso che, vicino al Giordano, avvolse Saulo mentre si trovava sulla via di Damasco. Di conseguenza, l’influsso e l’opera di evangelizzazione di San Paolo ricalcano sotto molti aspetti quelle di Giovanni Battista.

Come si legge nel racconto del testo biblico di Elia sul Giordano, la sua ascensione avviene su di un carro di fuoco. Ciò rappresenta l’ascensione dell’anima di Nabot verso l’alto, oltre il piano eterico, verso le sfere superiori. Il carro di fuoco è l’anima di Nabot, avvolta nel mantello d Elia, che ascende dal piano eterico inferiore ai piani superiori del mondo spirituale. Nabot non risale immediatamente ai piani spirituali superiori, dopo la sua morte. È importante capire che anche Giovanni Battista è rimasto sul piano eterico terrestre dopo la sua morte. Nella sua incarnazione come Giovanni Battista, egli ha ripetuto dopo la sua morte ciò che era avvenuto secoli prima come Nabot. In altre parole, Eliseo riceve completamente queste forze superiori dell’entità Elia solo molto dopo la morte di Nabot. Quando sul fiume Giordano l’anima di Eliseo è permeata dalle forze Elia che provengono dalle sfere superiori, ciò opera come un battesimo spirituale. Questo evento è servito a prefigurare il battesimo di Gesù di Nazaret nel Giordano.

Sulla base di quanto sopra espresso, risulta pertanto di fondamentale importanza che Zaratustra facesse parte del mantello di Elia. Il motivo è che il mantello eterico-astrale di Elia di natura Natanico-Micaelica, sarebbe ritornato sulla terra al momento del battesimo sul Giordano, e che Zarathustra sarebbe stata una figura di rilievo nel momento del ritorno allo stesso modo in cui lo fu al tempo di Nabot-Elia. Cristo riportò il mantello di Elia sulla terra, e Zarathustra è colui che, ancora una volta, è stato in grado di intessere la propria entelechia con il mantello di Elia nel momento del battesimo sul Giordano. Per tutta la totalità del mistero del Golgota, Zaratustra risiedette all’interno di esso così come fece all’epoca di Nabot-Elia. Inoltre, Giovanni Battista fu di nuovo presente entro il mantello di Elia, dopo la sua stessa morte. Si unì sempre più ad esso fino a quando, alla fine, è diventato pienamente congiunto con il corpo fisico di Gesù di Nazareth sulla croce del Golgota, di cui ha vissuto e interiorizzato la morte in croce del Cristo. Sul Golgota, sopra la croce, l’entelechia di Zarathustra irradiava la sua luce dall’alto sul corpo di Gesù di Nazareth. In tutta la zona del Golgota si avvertiva la presenza avvolgente del mantello di Elia.

– continua –

Note   [ + ]