I quattro temperamenti – II parte

IL TEMPERAMENTO MELANCOLICO

Giacomo Leopardi
Giacomo Leopardi

Nel malinconico predomina il corpo fisico, quindi l’elemento terra. Il malinconico sente fortemente il suo corpo fisico, la sua durezza, e se ne sente limitato. Non riesce a compenetrarlo completamente con la sua anima e con la sua individualità e quindi non lo può dominare. È come se per lui il corpo fosse un peso da portare e questo genera in lui una forte sofferenza interiore. In pratica il corpo fisico oppone resistenza al benessere interiore del corpo eterico, alla mobilità del corpo astrale e alla ferma sicurezza dell’io. Il malinconico, quindi, è molto preso dal suo mondo interiore e dai suoi pensieri, ed è per questo che i suoi occhi sembrano spenti: perché essi sono rivolti all’interno e non sono molto interessati a guardare il mondo esteriore. Questo loro ripiegamento verso l’interno a volte si può esprimere fisicamente anche nella curvatura delle spalle, come nel caso di Leopardi, che infatti era gobba. È molto interessante notare che, a causa di questa maggiore “durezza”, quando l’arcangelo di popolo compartecipa alla creazione dei temperamenti del suo popolo, esclude proprio il malinconico.

Spesso i malinconici hanno le palpebre un po’ cadenti, come se fossero troppo pesanti per stare aperte. Le membra sono lunghe e sottili, soprattutto le dita, e l’andatura è un po’ strascicata, proprio come se la persona fosse troppo stanca per camminare. I movimenti sono lenti e attenti. Anche il viso è lungo e stretto e spesso termina con un mento a punta. A volte il malinconico tiene il capo inclinato, quasi a indicare che esso è troppo pesante per poterlo sostenere, e le labbra sono sottili e pallide. Gli occhi sono spesso scuri, così come i capelli, che sono fini e lisci.

Il malinconico, come abbiamo detto, è preso soprattutto dalla sua sofferenza e tende a ritirarsi dal mondo per riflettere sui suoi problemi, reali o immaginari, cosa, questa, che lo può portare a frequenti sbalzi d’umore. Egli ritiene che nessuno al mondo soffra quanto lui e quindi ci tiene a rendere tutti partecipi delle sue disgrazie, di solito in modo molto dettagliato, e se qualcuno osa sminuirle si offende a morte. Si può affermare che il malinconico sia felice solo quando si trovi in uno stato miserevole. Il malinconico quindi rischia di scadere nel vittimismo, ed è per questo che, a nostro parere, se è vero che la nostra epoca è dominata dal temperamento sanguinico, è altrettanto malinconica, come dimostra il frequente atteggiamento di autocommiserazione riscontrabile soprattutto nei gruppi di persone, siano essi virtuali che reali.

I malinconici in realtà non sono persone più problematiche di altre, ma solo hanno una sensibilità più spiccata, e quindi situazioni che un altri temperamenti avrebbero giudicato di facile comprensione o soluzione, vengono ingigantite enormemente dai malinconici, ma in fondo sono delle “tempeste in un bicchiere d’acqua”.

Così come i collerici, anche i malinconici hanno un forte senso del sé: il loro ego è effettivamente po’ sproporzionato e proprio per questo essi ritengono di essere gli unici detentori della verità delle cose, e quindi vogliono sempre dire la loro. Tuttavia, mentre i collerici tendono a proiettarsi verso il mondo esterno per conquistarlo, i malinconici combattono col loro mondo interiore. Mentre i collerici cercano di piegare la legge per realizzare i loro fini, i malinconici manipolano gli altri in maniera un po’ sottile, ad esempio chiedendo attenzione. Una delle loro illusioni, infatti, è quella di essere il centro dell’universo e di meritarlo, ma poiché gli altri sanno che questo non è vero, i malinconici possono sviluppare un complesso d’inferiorità. La loro lamentela più frequente è di essere degli incompresi, probabilmente perché si sentono troppo speciali per essere compresi dalle persone comuni. Di conseguenza, se vengono ignorati, tendono ad offendersi. Essi sembrano vedere solo il lato negativo delle cose e quindi è inutile cercare di tirarli su o di ragionare con loro. Per questo motivo essi tendono ad andare d’accordo solo con chi è loro simile.

Tuttavia, se il malinconico si convince che qualcun altro sta soffrendo più di lui, allora si farà in quattro per aiutarlo. È proprio per questo che i malinconici sono particolarmente adatti alle professioni sanitarie o sociali attraverso cui prendersi cura degli altri, come il medico, l’infermiere, il veterinario, l’insegnante o anche il sacerdote. In un certo senso, sono dei filantropi nati. Infatti, se il malinconico riesce a superare il proprio egoismo e il proprio egocentrismo, potrà essere di grande aiuto per coloro che ne hanno bisogno, e se riuscirà a portare all’esterno la sua luce interiore, potrà creare opere che riusciranno a ispirare le persone per secoli a venire. Molti grandi artisti, infatti, sono o sono stati dei malinconici, persino tra gli attori comici.

Per il malinconico, il pericolo minore è l’umore nero, l’incapacità di liberarsi dalla propria interiorità, mentre il pericolo maggiore è la demenza. I disturbi fisici a cui può andare soggetto sono le malattie delle ossa, che sono fra le più dolorose.

I rimedi consigliati sono pertanto il fosforo e il ferro. Tra gli alimenti, è molto indicata la frutta, poiché cresce al sole e lontano dalla terra, e può apportare il calore che manca al malinconico. Anche la carne, il pesce e le uova sono indicati, poiché favoriscono il radicamento entro il corpo fisico. Tra i vegetali, sono consigliate le radici poiché sono il simbolo dell’ancoramento alla terra tipico del malinconico. Sarebbero però da preferire radici più dolci, come le carote, in alternativa si può aggiungere alle radici amare dello sciroppo di barbabietola. Fra le erbe aromatiche il finocchio, l’anice, il basilico, il timo, la salvia e la maggiorana, che forniscono luce e calore. Tra i cereali sono consigliati soprattutto l’orzo, il miglio e l’avena. Il cerale più affine al malinconico è il mais, poiché le sue pannocchie sono coperte da foglie e si trovano vicine alla terra. Il mais però dovrebbe essere assunto con molte spezie.

 

Galleria fotografici di tipi malinconici

Frédéric Chopin Alessandro Manzoni Edvard Much
Stan Laurel Totò Charlie Chaplin

 

 

 

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