Il rogo dei Templi

Circa 100 anni fa il più importante tempio dell’Umanità (sebbene questo fatto fosse sconosciuto alla maggior parte dell’Umanità stessa) fu dato a fuoco. In pochi all’epoca si resero realmente conto di ciò che stava perdendo, specialmente in relazione alle possibilità evolutive future dell’intera Umanità

Quel Tempio, come Notre-Dame, come tutti i templi, è stato costruito per scopi manifesti e occulti. Riguardo a quelli manifesti, assistiamo oggi al (giusto) dolore per quanto sta accadendo in Francia, mentre su quelli occulti quasi mai nessuno si è esposto.

Riguardo a questi ultimi, sarebbe bene sapere che a un certo punto l’Opera edificata cessa la sua funzione quaggiù, in quanto – e questo vale specialmente per le cattedrali gotiche – fu costruita per agire, su di un piano differente da quello materiale, in un futuro talmente remoto da risultare inimmaginabile: un futuro in cui le condizioni dell’Umanità e del Mondo saranno (auspicabilmente) talmente mutate che non ci sarà più bisogno di cattedrali e templi esteriori.

Purtroppo, ed è sempre triste portarlo a coscienza, tutti i templi devono andare distrutti, in particolare attraverso l’eterizzazione del fuoco.

Senza con ciò togliere un granello di gravità a quanto sta succedendo in Francia in questi giorni (non solo Notre-Dame ma anche Saint Sulpice), ritengo che sarebbe stato meglio condolersi molto per la perdita di un Tempio come il primo Goetheanum, i cui effetti per quel futuro erano ancora di là dall’essere completamente andati a compimento. Soffriamo tutti per quanto sta accadendo ai simboli della nostra civiltà, certo; ma con la piccola consolazione interiore che almeno questi, nella loro quasi millenaria manifestazione, hanno dato un irreversibile impulso all’evoluzione dell’Umanità.

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