Il Vangelo nascosto: origini del Padre Nostro

I tre Vangeli sinottici e il Vangelo di Giovanni costituiscono un cosidetto canone, (e in effetti vengono anche detti Vangeli canonici), la cui elaborazione e definizione non è stata immediata, ma frutto di un lungo lavoro che avvenne nel corso del IV secolo. A seguito di svariati concili e sinodi, papa Innocenzo I riconobbe i quattro vangeli nominati dal Canone Muratoriano (un antico codice del 170 d.C. che elencava tutti i testi componenti la Bibbia neo testamentaria) come canonici.

Senza entrare nel merito di tutti i motivi che hanno portato a questa scelta deliberata, è importante fare almeno due osservarzioni: la prima, da un pusto di vista storico-materiale, che ciò ha comportato, ovviamente, l’esclusione dal canone altri testi che ebbero vasta circolazione nei primi anni del cristianesimo, successivamente etichettati con il titolo generico di Vangeli Apocrifi. La seconda, da un punto di vista scientifico-spirituale, che probabilmente alcuni testi sono stati esclusi perché certi contenuti non potevano o dovevano essere divulgati, in quanto l’umanità non aveva ancora raggiunto un determinato gradino evolutivo.

Quest’ultima osservazione potrebbe anche essere estesa ai quattro vangeli canonici. Se è vero che sono stati scelti proprio perché non parlano di certi temi, perché i quattro evangelisti scelsero di non parlarne? Un esempio di tema non trattato dai canonici è, ad esempio, il periodo di vita di Gesù tra i 12 e i 30 anni. Un “buco” di cronaca che probabilmente racchiude elementi utili per capire meglio ciò che invece, con notevole cura, ci viene raccontato dei tre anni di vita e predicazione del Cristo.

Fortunatamente tutto ciò è ora accessibile, grazie alla Scienza dello Spirito e all’opera strenua di Rudolf Steiner. Nelle sue conferenze pubblicate in Italia con il titolo Il Quinto Vangelo (Ed. Antroposofica) vengono riportate le esperienze che il Gesù nathanico compie tra i 12 e 30 anni. In questo periodo Gesù di Nazareth compie tre grandi “viaggi”, non solo in senso geografico, che durano ciascuno sei anni e che lo portano a incontrare ognuna delle tre grandi correnti spirituali evolutive del suo tempo: l’ebraismo, il paganesimo e l’esoterismo degli esseni.

Durante il periodo in cui Gesù di Nazareth “incontra” i culti pagani, ebbe un’esperienza importantissima, che è alla base della preghiera universalmente nota come Padre Nostro, ma che inizialmente lo getta in uno stato di dolore e sofferenza. Lui, lo Zarathustra reincarnato, vede la degenerazione di ciò che lui stesso ha seminato nell’umanità, in epoca paleo-persiana: vede gli altari, dai quali i sacerdoti si sono ormai allontanati, circondati di demoni che assalgono e depredano l’essere umano. Dice Steiner:

«E io, madre, ho sperimentato le folle dei pagani che speravano di  vedere in me il nuovo sacerdote, colui che riportava lo splendore degli antichi culti solari: le ho viste, queste folle, possedute da schiere di demoni e sui loro altari sono caduto tramortito! E allora è sorta in me la voce trasformata del Bath-Kol:

Amen
Dominano i maligni
testimoni d’egoità che si affranca
per colpa altrui d’egoismo
vissuta nel pane quotidiano,
in cui non domina la volontà del cielo
da quando l’uomo si separò dal vostro regno
e obliò il vostro nome,
o voi, Padri nei cieli.

Oh, madre! Se portassi agli uomini queste parole esse si trasformerebbero in demoni, perché risuonerebbero in anime incapaci di ascoltare quello che un tempo fu annunciato! ».

Da questa visione rovesciata del Padre Nostro, negativa o discendente, nasce la preghiera positiva, di ascesa, quale la conosciamo oggi, che corrisponde alla metà del compito evolutivo dell’uomo, quello attuale. Il Padre Nostro è il  viatico per tutti coloro che si incarneranno dopo la venuta terrena del Cristo, quindi anche per noi, ed indica la via di ri-ascesa al Cielo. La preghiera che Gesù di Nazareth sente risuonare sugli altari dedicati a Mithra rappresenta la prima parte del percorso evolutivo dell’Uomo, alla conquista dell’individualità; ma essa purtruppo si è degenerata, ad opera del’uomo stesso.  Ecco allora che la venuta del Cristo dona di nuovo all’uomo la possibilità della Redenzione, in un percorso di ascesa o ritorno ai mondi spirituali di cui il Padre Nostro è il simbolo.

Bibliografia

Rudolf Steiner, Il Quinto Vangelo, Ed. Antroposofica, Milano 2002
Pietro Archiati, Il Quinto Vangelo – Evoluzione…, L’Opera, Roma 1997

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