La festa del Natale: un aspetto esoterico

Nell’attuale epoca dominata dal materialismo, tutto quanto costituisca tradizione o abbia un qualsivoglia collegamento con lo “spirituale”, viene prima o poi passato al vaglio della forma-pensiero dominante. Accade anche per le festività natalizie, di cui viene detto ad esempio, per sminuirne la portata cosmica e spirituale, che sono state create ad arte dalla Chiesa dei primordi, addirittura innestandole sul precedente culto pagano del Sol invictus, istituito da Aureliano nel 274 d.C. e diffuso praticamente in ogni angolo dell’impero. Questo, sempre secondo la dietrologia materialista, che poi tanto dietro alle cose non va a guardare, avrebbe consentito la larga diffusione del cristianesimo nei primi secoli di vita.

In realtà le cose non stanno esattamente così. Anzitutto per i primi cristiani, quelli che si erano formati nelle scuole esoteriche fondate dagli Apostoli, tra cui quella di Atene fondata da San Paolo e retta in seguito da Dionigi l’Areopagita, era ben chiara la differenza tra la discesa dell’Entità-Cristo nel corpo del Gesù di Nazareth e la nascita terrena di quel corpo. Questo Mistero centrale, coincidente al passo evangelico del battesimo del Giordano1,  sopravviveva ancora nei primissimi secoli del Cristianesimo, e veniva celebrato il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, come una specie di festa della Nascita del Cristo nel corpo umano di Gesù di Nazareth.

Fu solo nel 354 d.C. che si iniziò a celebrare a Roma la Festa della Nascita del Cristo in coincidenza con quella di Gesù di Nazareth, anticipandola di 13 giorni, e ambedue fatte coincidere con l’antica festa della Divinità Solare. Dietro a questo fatto risiede una importante ragione di natura spirituale: il Mistero dell’Essere Cristo e della sua presenza per soli tre anni nel corpo di Gesù doveva affievolirsi nelle anime degli uomini, in quanto ancora troppo deboli per afferarlo, per poi venire ricompreso nell’attuale epoca materialista.

La perdità di questa grande verità è stata invero compensata dalla saggezza delle Gerarchie, che hanno ispirato gli uomini che decisero di spostare il Natale, poichè nel fare ciò essi la ricollocarono subito dopo la festa di Adamo e Eva. Con la nuova festa del Natale, infatti, si andava a celebrare non più l’Epifania del Cristo, ma la nascita del bambino adorato dai pastori, descritto dal Vangelo di Luca2. Dall’indagine spirituale, Rudolf Steiner ci comunica3 che quell’anima adorata dai pastori era di speciale natura, era stata preservata dalle Potenze Celesti nella purezza originaria, non si era cioè mai incarnata sulla Terra. Era nelle condizioni in cui si trovava l’essere conosciuto dall’esoterismo ebraico con il nome di Adam Kadmon.

In sostanza, la festa del Natale venne collocata in modo da ripercorrere, con il calendario terreno, le grandi tappe evolutive dell’uomo, dalla sua condizione adamitica, in cui si trovava dopo le evoluzioni dell’Antico Saturno, Antico Sole e Antica Luna4,all’immissione nel ciclo delle rinnovate vite terrene, finanche alle successive tappe che lo porteranno a riscoprire l’Epifania del Cristo, ma questa volta sul piano Eterico.

Note

1. Si vedano i passi: Mc 1,9-11, Mt 3,13-17 e Lc 3,21-22.
2. Lc 2,7-20
3. Le tredici Notti Sante, Rudolf Steiner, Ed. Antroposofica, Milano 2008
4. Cfr. La Scienza Occulta, Rudolf Steiner, Ed. Antroposofica, Milano

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