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Destino e reincarnazione nell’opera rinnovatrice di Rudolf Steiner

In un  articolo del 1913, Rudolf Steiner ebbe a dire che il compito delle popolazioni europee ed americane è quello di “illustrare coi risultati della scienza le convinzioni di karma e reincarnazione”, e che “senza questo fondamento gli appartenenti a questi popoli non possono pervenire alla conoscenza scientifico-spirituale”.

Un affermazione che rilancia il compito dell’Occidente, entro il quale è nata la attuale scienza materialista, verso una auspicata “ricongiunzione” di conoscenza “scientifica” e conoscenza “religiosa” in quella che Steiner definì la futura Scienza di Michele.

Relatore: Alessandro Benati

Nato a Bologna dove vive e lavora, dopo studi scientifici si occupa di informatica. Da molti anni studia le opere di Rudolf Steiner e dei Maestri della Tradizione, con particolare interesse per gli aspetti storici, filosofici e scientifici. Dal 2014 ha iniziato a tenere conferenze e seminari divulgativi sui temi fondamentali dell’Antroposofia.

Alcune leggi fondamentali del destino e della reincarnazione

All’interno della grande legge di Causa ed Effetto con cui si manifesta il nostro destino, cercheremo di caratterizzarne e studiarne alcuni aspetti particolari (periodicità, alternanza, parentele, gruppi, fisiognomica, malattie) che si manifestano nel succedersi delle esistenze terrene.

Relatore: Roberto Amabile

Medico-antroposofo, esercita la sua attività a Bologna e Firenze. Da molti anni si interessa delle opere di Rudolf Steiner e dei maestri della Tradizione con particolare riferimento alla conoscenza dell’Uomo ed alla sua applicazione alla Medicina.

Destino e reincarnazione nel mondo antico: Impero Romano e Cristianesimo primitivo

Come in tutte le grandi civiltà del passato, dietro la religione romana ufficiale esistevano i cosiddetti “misteri”, nei quali veniva impartita una conoscenza altissima e proprio per questo riservata. Nel caso della romanità, essa trasse la propria origine dalla sapienza etrusca e da quella pitagorica. Il suo influsso sul mondo classico fu assai rilevante, ma ancor di più finirono per esserlo i “nuovi misteri”, quelli celebrati sotto l’egida del nascente cristianesimo, di tenore alquanto diverso, almeno all’apparenza.

Laddove i misteri antichi additavano aristocraticamente l’immortalità dell’anima come una possibile eroica conquista, e non come un dato di fatto democraticamente dato a tutti, il cristianesimo – fondato sull’amore e sulla charitas – additò come meta la conquista del paradiso, riservando al purgatorio e all’inferno le altre misteriose opzioni che restano all’anima nel suo destino post-mortem.

Relatore: Loris Solmi

Loris Solmi è uno dei fondatori della Libreria Esoterica Ibis di Bologna. Durante il corso di studi in Filosofia presso l’ateneo bolognese, ha potuto approfondire in modo particolare la corrente ermetica e neoplatonica della filosofia antica e compararle con gli insegnamenti dell’alchimia indiana. Grazie a questa formazione di base si è poi dedicato a coltivare lo studio della teoria comparata delle religioni e di molteplici vie di conoscenza spirituale

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