Tag: inquisizione

Il fondamento giuridico della tortura

Con la bolla Ad extirpanda del 15 maggio 1252, papa Innocenzo IV autorizzava definitivamente la tortura come strumento “lecito” per fare confessare chi veniva accusato di eresia. Tutti coloro che la voce pubblica, l’inchiesta segreta d’ufficio, una denuncia, la deposizione di testimoni venivano sospettati di essere eretici, erano citati a comparire davanti all’inquisitore. Se nell’interrogatorio il convenuto confessava subito, la causa veniva automaticamente istruita. Se invece negava, se ne ricercava la confessione con i mezzi più vari, dalla detenzione alla tortura.

In Memoriam

Mercoledì 16 di febbraro 1600 a ore 2 di notte fu intimato alla Compagnia che la mattina del 17 giovedì di dovesse far giustizia di un impenitente; e perciò alle ore 6 radunati li confortatori e il cappellano in Sant’Orsola e andati alle carceri di Torre di Nona, entrati nella nostra cappella e fatte le solite orazioni, ci fu consegnato l’infrascritto a morte condannato, ossia Giordano del quondam Giovanni Bruni, frate apostata da Nola in Regno, eretico impenitente. Il quale esortato dà nostri confratelli con ogni carità e fatti chiamare due padri di San Domenico, due del Gesù, due della Chiesa Nuova et uno di San Girolamo, i quali con ogni affetto e con molta dottrina mostrandoli l’error suo, finalmente stette sempre nella sua maledetta ostinazione, aggirandosi il cervello e l’intelletto con mille errori e vanità. E tanto perseverò nella sua ostinazione, che da ministri di giustizia fu condotto in Campo di Fiori e quivi, spogliato nudo e legato ad un palo fu bruciato vivo, accompagnato sempre dalla nostra Compagnia cantando le litanie e li confortatori sino all’ultimo punto confortandolo a lasciar la sua ostinazione, con la quale finalmente finì la sua misera e infelice vita.1Tratto da http://www.ereticamente.net/2016/02/giordanobruno.html

Mai come nel tempo dell’oggi torna attuale la vicenda umana e spirituale di Giordano Bruno. Contro il “pensiero unico”, contro l’attentato strisciante alla libertà di pensiero – attuato con leggi liberticide camuffate da leggi a tutela, contro chi minaccia la libertà di associazione col megafono mediatico di un settimanale – che inevitabilmente innescherà la miccia del solito “gesto folle e isolato”, contro ogni forma di omologazione coatta ai diktat di multinazionali alimentari, farmaceutiche, bancarie, contro ogni attentato all’anima cosciente insomma, ci sia di conforto e guida la vita di quest’uomo portata fino alle estreme conseguenze pur di non abiurare.

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