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Sull’importanza esoterica di Kaspar Hauser

Sull’importanza esoterica di Kaspar Hauser

di Terry Boardman

libera traduzione dell’articolo On Esoteric Significance of Kaspar Hauser
L’immagine di copertina è di David Newbatt dal titolo “Il Principe cigno” e, assieme alle altre immagini nell’articolo, fa parte di una serie di disegni realizzati per il libro di Terry Boardman “Kaspar Hauser – Where he did come from?“, e sono disponibili per l’acquisto qui.

Cover image is an original illustration by David Newbatt titled “Swan Prince”. and togheter with other images in the article were originally made for  Terry Boardman’s book “Kaspar Hauser – Where he did come from?“, available for buying here.

Questo è il terzo e ultimo articolo della serie su Kaspar Hauser, il primo dei quali aveva a che fare con la lotta per la verità dei fatti su questa figura innocente ma complessa, una lotta che è ancora in corso oggi, come si è visto nei due recenti e contraddittori test del DNA. Il secondo articolo inquadrava Kaspar Hauser in relazione allo sviluppo culturale e politico dell’Europa presente e futuro. Questo ultimo articolo prenderà in considerazione il significato esoterico di “Bambino d’Europa”, ma non pretende di dare più che un’indicazione su alcuni dei contorni di quello che è un argomento molto ampio e profondo.1Si veda a tal proposito Peter Tradowsky, Kaspar Hauser – The struggle for the Spirit (Temple Lodge, 1997), cap. 5, in italiano Kaspar Hauser – La lotta per lo Spirito, Editrice L’Opera, Roma 1997.

Per fare ciò, è necessario dapprima fare un breve riferimento a due concetti esoterici che, secondo chi scrive, aiutano a illuminare lo svolgimento della storia. Il primo è stato toccato brevemente nel secondo articolo di questa serie; è il concetto di Reggenti del Tempo. Secondo tale concetto, il tempo come lo spazio è differenziato e carico di diverse qualità; non è un mero continuum, come si pensava nel XVII secolo, essenzialmente identico in tutte le epoche. Nella vita individuale, l’esperienza del tempo di una persona anziana 70 anni è molto diversa dall’esperienza di un settenne. La conoscenza esoterica, tra cui l’Antroposofia, lavora con il concetto che non solo i corpi si evolvono nel corso della storia, ma anche la coscienza; questo significa che modo attuale di pensare a noi stessi e al mondo è molto diverso da quello degli antichi greci o degli egiziani. L’esoterismo ha sempre visto l’interno universo come governato da un’intelligenza, o meglio, le intelligenze di una varietà di esseri spirituali. Il monoteismo, al contrario, ha perso di vista questa attività differenziata del divino e guarda tutto da lontano, per così dire, come a un singolo fenomeno unitario. Il punto di vista esoterico è tale per cui gli esseri umani vivono la vita entro i termini più duraturi dell’attività storica di particolari esseri spirituali, o Reggenti del Tempo, e sono influenzati da loro così come siamo dal tempo, all’interno del quale anche noi viviamo e oltre che, allo stesso modo, abbiamo normalmente alcun controllo cosciente. L’attività di questi esseri forma una parte considerevole del nostro “archivio storico”. Questi Reggenti del Tempo che, evolutivamente parlando, hanno una coscienza due livelli sopra a quella dell’uomo, e uno sopra a quella degli esseri tradizionalmente noti come Angeli, appartengono alla gerarchia degli Arcangeli. Ci sono sette di loro e i loro periodi di attività si alternano in cicli di circa 350-500 anni. Il primo esoterista europeo che li descrive in dettaglio è l’Abate Giovanni Tritemio di Sponheim (1462 – 1516).2 I sette Reggenti del Tempo arcangelici hanno una funzione specifica all’interno della comunità degli arcangeli; ovviamente, ci molti altri arcangeli oltre a questi sette. Gli altri arcangeli hanno diverse altre funzioni, come l’essere le guide o portatori di gruppi e comunità umane. La descrizione delle reggenze arcangeliche di Tritemio è inclusa nel suo libro Trattato delle Sette Cause Seconde ovvero le Intelligenze o Spiriti che muovono le sfere secondo Dio (scritto nel 1508, pubblicato nel 1515 e dedicato al Sacro Romano Imperatore Massimiliano I). Tritemio è stato anche l’autore di un importante libro sulla crittografia, Della Steganographia, e l’insegnante dell’esoterista e mago Enrico Cornelio Agrippa von Nettesheim. Tritemio fissa i periodi di reggenza arcangelica a 354 anni e 4 mesi ciascuno – una periodicità correlata ai fenomeni astronomici della Luna e Saturno – mentre Rudolf Steiner ritenne questi periodi più flessibili a seguito dell’Incarnazione di Cristo

I sette arcangeli sono associati alle sfere planetarie; i loro nomi tradizionali sono: Oriphi-el (Saturno), Ana-el (Venere), Zachari-el (Giove), Rapha-el (Mercurio), Sama-el (Marte) Gabri-el (Luna) e Micha-el (Sole). I tre a cui siamo più interessati in questo articolo sono Samaele (1190-1510), Gabriele (1510-1879) e Michele (1879-2300?)3Le date fornite – ad eccezione del 2300 – sono quelle indicate da R. Steiner. Le date indicate da Tritemius sono: Samaele 1171-1525, Gabriele 1525-1879, Michele 1879-2233. . Ogni epoca di reggenza arcangelica ha un suo carattere e porta qualcosa di diverso per lo sviluppo umano, così come le stagioni nella Natura: nei periodi retti da Samaele si manifesta divisione, differenziazione e individuazione; nei periodi retti da Gabriele si concentra l’interesse sul mondo fisico della natura e dei sensi; nei periodi retti da Michele avviene soprattutto la spiritualizzazione del pensiero umano e il sorgere di impulsi cosmopoliti. Questi tre grandi impulsi sono presenti sullo sfondo della storia umana dal periodo che va dal 1200 fino ad oggi. Ogni impulso non si avvia e si ferma di colpo, ma piuttosto si accenna, culmina e si dissolve; il picco di un impulso è sempre subito dopo la fine di una reggenza, quindi il XX secolo ha visto il picco degli impulsi Gabriel, che includevano la voglia di nazionalismo e l’accennarsi degli impulsi di Michael, che erano ancora deboli in confronto.

Il secondo concetto esoterico che dobbiamo tenere a mente quando si considera il periodo in cui sono vissuti Napoleone (1769-1821) e Kaspar Hauser (1812-1833) è che il nome esoterico della Terra non è Gaia, ma Marte-Mercurio. Ciò si riferisce al fatto – descritto da Rudolf Steiner nel suo libro La Scienza Occulta nelle sue linee generali [O. O. 13, Editrice Antroposofica, N.d.T.] – che nel processo dei sette grandi periodi di evoluzione della Terra conosciuti come Antico Saturno, Antico Sole, Antica Luna, Terra, Giove, Venere, Vulcano, il periodo della Terra minerale in cui viviamo ha due fasi: il periodo di condensazione, “inalazione”, o materializzazione che arriva fino alla Crocifissione di Cristo, e il periodo di espansione, “espirazione”, o spiritualizzazione dal momento della Resurrezione di Cristo in poi. Queste due fasi sono note come fase di Marte e fase di Mercurio rispettivamente, da cui il nome Marte-Mercurio per l’intero sviluppo della Terra. I sette Reggenti del Tempo arcangelici si alternano durante queste due fasi, sarà quindi ovvio che anche durante la fase di Mercurio o spiritualizzazione, ci saranno reggenze di Gabriele, come ad esempio nel periodo 1510-1879. Un certo scontro di impulsi o “dissonanza musicale”, potrà quindi essere previsto, poiché l’impulso di Gabriele ha a che fare più con la condensazione, l’indurimento, gesto incarnatorio tipico più di Marte che non il fluido, relazionale, gesto espansivo di Mercurio. Napoleone rappresentava l’incarnazione dell’impulso Marziale, in sintonia con quello di Gabriele, per il modo in cui ha cercato di fondare il suo impero militare terreno sulle linee di sangue della sua famiglia. Kaspar Hauser, che come ha notato il suo insegnante e mentore Prof. Georg Friedrich Daumer, era legato più all'”argento vivo” che a qualsiasi altro metallo, va visto invece come il portatore dell’impulso Mercuriale.

L’individualità chiamata a celarsi sotto il velo di Kaspar Hauser è un essere che ha esercitato un’azione ispiratrice sulle attività dei Rosacroce, fin dal loro inizio, e che poi si è incarnato il 29 settembre 1812, come figlio del Granduca Carlo di Baden e della sua sposa Stephanie de Beauharnais. Egli doveva compiere un’importante missione nell’ambito del cristianesimo esoterico… La questione non è chi fosse Kaspar Hauser, ma lo scopo a cui egli mirava. Ci si dovrebbe piuttosto occupare di cosa avrebbe dovuto essere da lui immesso [nel mondo], da tale direzione di indagine potremo avere la chiave per la comprensione di molti problemi.4Nota del 3.3.1925 del Conte Ludwig Polzer-Hoditz, cfr. Tradowsky op. cit., p. 281

Secondo questi pensieri di Rudolf Steiner, citati da Peter Tradowsky, occuparsi di Kaspar Hauser significa occuparsi del futuro. Steiner pone l’attenzione su quando Kaspar si è incarnato: il giorno di San Michele del 1812; sul luogo: Baden, nella Germania meridionale; e l’importanza della sua missione. Alle indicazioni di cui sopra, ha aggiunto che Kaspar Hauser era stato un essere angelico e che non era stato in grado di scoprire alcuna precedente incarnazione di Kaspar Hauser dall’epoca Atlantidea. Il 1812. Cosa può quindi avere a che fare tutto ciò con il futuro? Che cosa potrebbe avere a che fare un principino putativo tedesco del XIX secolo con il riscaldamento globale o con lo sviluppo dell’Africa? Ma poi, ci si potrebbe anche chiedere: che cosa potrebbe avere a che fare un predicatore ebreo del 33 d.C. apparentemente insignificante con la la fine dell’Impero Romano oppure, nel 1429, la figlia di un povero contadino francese che si chiama Giovanna con il futuro dell’Impero Britannico?5 Steiner ha sottolineato in una conferenza di 18.10.1918 (Lo studio dei sintomi storici, Editrice Antroposofica), che Giovanna d’Arco ha giocato un ruolo chiave nella differenziazione dell’Inghilterra dalla Francia. Dopo la rinascita della Francia guidata da Giovanna, e le successive sconfitte dell’Inghilterra, l’Inghilterra abbandonò l’idea di costruirsi un impero continentale e guardò all’esterno, verso gli oceani.

Può sembrare sorprendente che Rudolf Steiner abbia detto così poco di Kaspar Hauser in pubblico; la maggior parte di ciò che sappiamo, tra cui quanto citato sopra, sono osservazioni su Kaspar Hauser che Steiner ha fatto in colloqui personali, riportate da Peter Tradowsky. Ma quando si nota il riferimento alla connessione Rosacroce e diventiamo consapevoli che sottostiamo alla legge occulta che afferma che non si deve parlare apertamente di grandi individualità attive nel movimento dei Rosacroce almeno per un secolo dopo la loro morte, allora possiamo capire un possibile motivo della reticenza di Steiner. Vale la pena tuttavia di prestare attenzione a quello che ha detto Steiner a Karlsruhe – dove Kaspar nacque come il principe ereditario della Casa di Baden – e a Norimberga, dove Kaspar fu rilasciato dopo 12 anni di prigionia.

Vediamo ad esempio che Rudolf Steiner scelse Malsch, vicino a Karlsruhe, per la posa della pietra di fondazione del primo edificio “antroposofico”, il “Tempio Rosicruciano”, nella notte di luna piena tra il 5 e il 6 aprile 1909. L’edificio di Malsch era intitolato a “Francesco d’Assisi”, una individualità che Steiner ha poi spiegato era stato allievo del Buddha sovraterreno intorno al 700 d.C., nella regione del Mar Nero. Individualità poi incarnatasi come Francesco d’Assisi nel XIII secolo, al momento della prima iniziazione di Christian Rosenkreutz. Il suo destino in quel momento ha incarnato il cambiamento dalle forze Marte a quelle di guarigione di Mercurio, visto che lui era un guerriero in gioventù e si trasformò in un guaritore. Quella notte del 5-6 Aprile Rudolf Steiner disse queste parole:

Vogliamo immergere la prima pietra di questo tempio nel grembo della nostra Madre Terra, sotto i raggi della luna piena che splende su di noi qui, circondati dal verde della natura che avvolge l’edificio. E proprio come la luna riflette la luce del sole, così noi cerchiamo di riflettere la luce degli esseri spirituali divini. Pieni di fiducia ci rivolgiamo verso la nostra grande Madre Terra, che ci sostiene e protegge così amorevolmente… Nel dolore e nella sofferenza la nostra Madre Terra si è indurito. È nostro compito spiritualizzarla di nuovo, di riscattarla, in quanto attraverso il potere delle nostre mani noi la riplasmiamo per farla diventare un’opera d’arte piena di spirito. Possa questa pietra essere la prima pietra di fondazione per la redenzione e la trasformazione del nostro Pianeta Terra, e che il potere di questa pietra si moltiplichi per mille. Quando ancora riposavamo nel seno del Creatore, circondati dalle potenze divine, lo Spirito del Padre che tutto penetra e tutto comprende si intesseva in noi. Ma eravamo ancora senza la coscienza, senza l’indipendenza. Per questo motivo siamo scesi nella materia, al fine di imparare qui ad avere coscienza di sé. Poi è venuto il male. Poi è arrivata la morte. Ma Cristo era attivo anche all’interno della materia e ci ha aiutato a superare la morte, e come ora moriamo in Cristo, anche noi viviamo. Vinceremo la morte e attraverso i nostri poteri forti noi deificheremo e spiritualizzeremo la materia. Così si risvegli in noi la potenza del Salvifico Spirito Santo.6Rudolf Steiner, conferenza del 18.05.1907 “Sigilli occulti e colonne”, O. O. 284/285.

Questi riferimenti alla Luna, alla sfera spirituale della nascita e della morte, alla Madre e alla Natura, allo stato innocente di non autocoscienza, alla crescita della coscienza attraverso l’incontro con la materia, con il male, per la manifestazione e la sconfitta della morte, alla spiritualizzazione della materia – non sono forse ciò di cui Steiner parla, proprio nel luogo vicino a dove Kaspar è nato, un vero e proprio ritratto della vita pubblica di Kaspar Hauser, durante quei cinque anni – dal 1828 al 1833?

A Karlsruhe, il 25 gennaio 1910, Rudolf Steiner tenne una conferenza pubblica in cui per la prima volta dà alcune notizie riguardo la seconda venuta del Cristo, che accadrà non sul piano fisico, bensì nel mondo eterico, quella regione spirituale tra la Terra e la Luna in cui, secondo Steiner, gli esseri angelici sono più attivi. Disse che questo avrebbe avuto inizio attorno al 1930, citando in particolare gli anni 1933, 1935 e 1937, che stanno, tra l’altro, a un secolo esatto dopo la morte e la denigrazione di Kaspar Hauser (dal 1833 al 1838). Nella stessa conferenza, come parte della sua esemplificazione di come la coscienza umana fosse diversa in epoche precedenti, Steiner si riferisce specificamente ad un bambino che cresce solo su qualche isola deserta, in grado di acquisire le facoltà di pensare e di parlare, e indica “… quel tempo quando gli esseri umani erano in rapporti diretti con gli esseri spirituali divini…”; è stato un momento in cui “le forze e gli impulsi generati nell’anima erano divino-spirituali in un senso del tutto diverso dalle forze di oggi… una volontà parlò di quest’anima che deriva anche dal mondo spirituale divina.” Questo è il modo in cui le persone più sensibili a Norimberga, in particolare l’insegnante di Kaspar, il professor Daumer  (descritto da Steiner come “l’ultimo Rosacroce”), percepirono Kaspar Hauser durante i primi sei mesi dopo il rilascio, come un essere totalmente disinteressato proveniete dal Paradiso o da un altro mondo, dotato di notevoli poteri extrasensoriali che i contemporanei non potevano sperare di acquisire.

E sempre a Karlsruhe l’anno successivo, il giorno di San Michele,74-14 ottobre 1911, O.O 131. In italiano in Da Gesù a Cristo quasi esattamente 99 anni dopo la nascita di Kaspar, Steiner ha confrontato per la prima volta i metodi dei Rosacroce con quelli dei Gesuiti. La lotta tra i Rosacroce e i Gesuiti ci riporta a qualche decennio prima della guerra dei 30 anni (1618-48), quando il movimento dei Rosacroce emerse per la prima volta alla luce del gior]no, in particolare intorno all’importante anno che va dal 1603 al 1604, quando è stata scritta la prima versione delle Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz. Il movimento dei Rosacroce aveva appena conquistato faticosamente la ribalta nel periodo 1614-1618, tuttavia fu travolto nel caos della Guerra dei 30 anni, quando gli Asburgo d’Austria, influenzati dai Gesuiti, dichiararono guerra alla Boemia e al Palatinato.8Il Palatinato (la parola deriva dal vecchio titolo imperiale Conte Palatino – conte di palazzo- ed ha a che fare con paladino) è una importante regione a cavallo del Reno e che comprende le città di Heidelberg e Mannheim. Esso comprende anche Sponheim, dove operò Tritemio, e ha origine nel X secolo. Contea Palatina di Lotaringia (Lorena). Il suo governatore fu elevato al rango di uno dei sette elettori imperiali ereditari dall’imperatore Carlo IV con la Bolla d’oro del 1356 al punto che la regione ha assunto un’importanza decisiva in Germania. Nella metà del XVI secolo ha abbracciato il protestantesimo calvinista e nel 1613 la sua capitale Heidelberg diventava un centro di attività Rosacroce. In quell’anno, l’elettore Federico V sposò Elisabetta Stuart, figlia di Giacomo I d’Inghilterra e VI di Scozia. Questa alleanza tra le due corti protestanti è stata visto come una grande opportunità per quelle bellicose teste calde protestanti che portarono alla guerra contro gli Asburgo cattolici d’Austria dalla tesa situazione di “guerra fredda” del 1610-1618. Il giovane e impressionabile Federico si lasciò influenzare da suo consigliere Christian di Anhalt ad accettare l’offerta della Corona di Boemia; questo era inaccettabile per gli Asburgo e ha scatenato la catastrofica guerra dei 30 anni. Le prime manifestazioni pubbliche contro l’operato di Rudolf Steiner da parte dell’areea cattolica, vengono di solito fatte coincidere con quelle conferenze del 1911 a Karlsruhe.

In quelle stesse conferenze del 1911 pronunciate dal luogo di nascita di Kaspar Hauser, Rudolf Steiner ha rivelato uno dei più profondi insegnamenti del cristianesimo esoterico – quello della natura del “Fantoma Umano”, o corpo di Resurrezione. Non c’è spazio in questo articolo per entrare nel dettaglio (si rinvia al ciclo di conferenze), ma nei giorni precedenti il 27 settembre 1911,9Cfr. conferenza del 27.09.1911 in GA 130, “Cristianesimo Esoterico e la Missione di Christian Rosenkreutz Rudolf Steiner ha parlato della prima iniziazione del fondatore dei Rosacroce, Christian Rosenkreutz, nella metà del XIII secolo, in modo tale da non lasciare dubbi sul fatto che questo giovane era lui stesso dotato del Corpo Resurrezione, e ha detto che: “dobbiamo cercare il punto di partenza di una nuova cultura a metà del XIII secolo”. Nel suo libro Kaspar Hauser – La lotta per lo Spirito, Peter Tradowsky discute in dettaglio la stretta relazione tra l’essere angelico dell’individualità Kaspar Hauser e Christian Rosenkreutz. È in questo contesto che possiamo capire le osservazioni di Steiner che non riusciva a trovare alcuna precedente incarnazione di Kaspar Hauser (prima del 1812); che era un “Atlantide smarrito”; che era un essere superiore che aveva una missione speciale sulla Terra, e che l’individualità che si cela dietro il velo Kaspar Hauser è un essere che ha lavorato ispirativamente nella Confraternita Rosacroce fin dall’inizio.10Peter Tradowsky, op. cit., cap. 5 In Kaspar Hauser abbiamo quindi a che fare non con una individualità umana normale, ma con un essere di natura angelica, il cui arto costitutivo più basso non è il corpo fisico, come di norma, ma l’eterico invisibile, o corpo vitale.11Mentre gli esseri umani hanno un corpo fisico (minerale), eterico (vita) e astrale (sentimento) e stanno sviluppando il proprio io durante l’evoluzione della Terra, gli angeli hanno un corpo eterico, astrale e l’io e stanno completando lo sviluppo del successivo e più alto arto costitutivo, il Sé Spirituale (manas), durante questo stesso periodo. Se questo viene preso sul serio, allora nessuna domanda sorgerà su come il bambino sia stato in grado di sopravvivere al suo isolamento di dodici anni solo a pane e acqua; nessuna affermazioni ardita, come sono state fatte da parte di coloro che pensano materialisticamente, ad esempio, nel senso che egli deve essere stato trattato bene in cattività e ipnotizzato poco prima del suo rilascio in modo che tutto quello che ha fatto e detto dopo il suo rilascio era sotto la influenza dell’ipnosi. Kaspar era “…un essere che ha lavorato ispirativamente nella Confraternita Rosacroce fin dall’inizio…” Non è un caso quindi che nel suo insegnante e mentore professor Daumer, egli abbia incontrato un uomo descritto da Rudolf Steiner come “l’ultimo Rosacroce” dell’originario movimento; è stata l’incontro tra il primo e ultimo dei Rosa+Croce, per così dire.

Marte e Mercurio

Kaspar e Napoleone – Mercurio e Marte di David Newbatt

I precedenti accenni al 1604 e al movimento dei Rosa+Croce, a Baden e alla Germania meridionale ci portano ad un secondo aspetto esoterico in questa storia: il previsto passaggio dell’umanità dall’impulso di Marte all’impulso di Mercurio nel corso della storia. Il movimento Marziale, secondo Steiner, è quello di contrazione, condensazione in solido e incarnazione sul piano fisico (minerale), mentre il gesto Mercuriale è quello di dilatazione nello scorrere e nei rapporti. Un rinnovato slancio mercuriale di origine Rosacroce intorno al 1800 è stato frustrato dal tumulto della rivoluzione francese e dalle guerre rivoluzionarie e napoleoniche che seguirono. Il trinomio ideale apparso durante la Rivoluzione francese nel 1789, libertà, uguaglianza e fraternità, che in origine non era rivoluzionario, ma rosicruciano ispirate dal Conte di St. Germain (un’incarnazione della individualità di Christian Rosenkreutz), è stato distorto dalla rivoluzione e non potè mettere radici. Allo stesso modo, l’impulso di idealismo che ha tentato di sfondare nella cultura tedesca intorno al 1800 è stato frustrato dalle campagne europee del campione di marzialità Napoleone e dalla lotta  contro di lui instaurata dai britannici. L’idealismo di Goethe e di Schiller non fu in grado di tradursi in un’azione sociale efficace. Schiller morì sette anni prima della nascita di Kaspar, mentre scriveva  il suo Demetrio, su di un giovane uomo in Russia (1604-1606) che, come Kaspar, morì in tragiche circostanze.12Gli sforzi del giovane aspirante Zar Dimitri per ottenere il trono furono vanificati da una serie di intrighi dei Gesuiti e della Chiesa Ortodossa russa, e anche dal conservatorismo aristocratico. Alla sua sconfitta seguirono 7 anni di caos in Russia, che si sono conclusi con l’ascesa la potere della dinastia Romanov nel 1613.
Il 24 gennaio 1919 a Dornach, in Svizzera, Steiner ha indicato che la metà del XIX secolo è stato un punto di svolta cruciale cioè 1840, 1850, 1860, perché, come ha detto, dopo i moti rivoluzionari europei del 1848, le questioni sociali sono state affrontate prevalentemente in termini astratti. La classe media ha avuto fino agli anni 1870 (per circa 33 anni, 1845-1878) per internalizzare e agire fuori da un astratto idealismo sociale dei 1840 in modo che un ordine sociale sano potesse iniziare a svilupparsi con l’inizio dell’era di Michael nel 1879; rimanendo assopita, non è riuscita a realizzarlo. La conseguenza fu che invece di condurre gli ideali liberali del 1840 verso il movimento operaio emergente, la borghesia si ritrasse nell’egoismo e nella paura e si aggrappò alle classi superiori, perpetuando vecchie forme sociali di età compresa fra quella di Samael e Gabriele, e abbandonando la nuova terza forza della società, il proletariato industriale. Il movimento sociale così cadde nelle mani dei rivoluzionari estremisti, essi stessi per lo più  intellettuali della classe media e la società divenne rapidamente polarizzata: borghesia e aristocrazia contro la classe operaia. Rudolf Steiner lo ha espresso in questo modo:
La caratteristica dell’epoca [moderna] è l’isolamento dell’uomo. Il fatto che sia  interiormente isolato dal suo vicino è la conseguenza dell’individualità, dello sviluppo della personalità. Ma questa tendenza separativa deve avere un polo reciproca e questo polo opposto deve consistere nella coltivazione di un interessamento attivo di ogni uomo per il proprio vicino.13Cfr. R. Steiner, Sintomi storici, op. cit., IV conf.

Questo isolamento personale e la tendenza separativa si erano sviluppati sempre più dagli inizi del XV secolo, il punto più alto dell’Epoca di Samaele. Ciò che era necessario nel XIX secolo non era guardare solo all’individuo e alla sua singola personalità, come era la tendenza in Occidente, soprattutto in Gran Bretagna, né di guardare solo al collettivo e alle esigenze della società, come è stato il caso dell’Oriente e della Russia (il socialismo “oggettivamente scientifico” dei marxisti – filosofia astratta occidentale religiosamente riprese da cittadini dell’Europa orientale), ma piuttosto di vedere l’Uomo nel mondo. Questo è stato il vero compito dell’Europa centrale – il compito di bilanciare il Centro: mettere in relazione l’individuo al tutto. Questa “riforma generale” della società che armonizzi la religione, l’arte e la scienza era stato lo scopo del movimento dei Rosacroce pubblico già nei primi anni del XVII secolo (1604-1613). Le scienze naturali e la scienza spirituale dovevano essrere collegate se non si voleva fare a pezzi la cultura europea. Queste speranze Rosacroce sono stati associati con il tentativo di sposalizio tra gli impulsi dell’Inghilterra e della Germania, simboleggiati dal matrimonio della principessa Elisabetta Stuart con l’Elettore Federico V del Palatinato.14Cfr. Ferdinando e Miranda in “La Tempesta” di Shakespeare, che è stata eseguita per il matrimonio di Federico e di Elisabetta il 14 febbraio 1613, giorno San Valentino. Questo potenziale matrimonio mercuriale tra Inghilterra e Germania è stato infranto/maledetto dalla follia marziale della Guerra dei 30 Anni (1618-1648) – e l’Europa Centrale ne pagò il prezzo. La Russia era già stata invasa da ovest (Polonia) e gettata in sette anni di caos (1606-1613). Nell’anno della nascita di Kaspar Hauser, la Russia, nella quale sua zia Luisa era diventata zarina (con il nome di Elisabetta Alexievna, N.d.T.), fu nuovamente invasa da ovest (Francia) da Napoleone, padre adottivo di sua madre (Stephanie de Beauharnais, N.d.T.). In questa situazione Kaspar Hauser è venuto come una cometa spirituale di giovinezza nel 1812,15Il 1812 è stato un anno del destino sia per Napoleone che per la Russia. La Grande Cometa Flaugergues, che era apparsa nel 1811, era ancora visibile in cielo durante la gravidanza della madre di Kaspar e fu osservata l’ultima volta il 17 agosto 1812; Kaspar nacque il 29 settembre 1812. come Giovanna d’Arco era apparsa nel 1429 e Dimitri (ritratto come Demetrius da Schiller) era venuto nel 1604.

Schiller ha scritto di Giovanna d’Arco: “Il mondo infatti ama infangare tutto ciò che è raggiante e trascinare verso il basso nella polvere tutto ciò che è sublime.” Rudolf Steiner parlò16 di come l’anima pura di Giovanna d’Arco ha sconfitto l’egoismo e l’elemento vanaglorioso nella cultura del suo tempo, sia nelle élite inglesi che in quelle francesi, nonostante il fatto che tali élite, per peccati e omissioni, siano riuscite a uccidere Giovanna. Egli ha indicato che il pericolo nel periodo moderno viene più dall’elemento grettamente materialista. È stato questo elemento più “moderno” nel potere dell’élite inglese, attraverso il ben collegato Lord Philip Henry Stanhope, nipote di Pitt, che ha contribuito alla uccisione del 21-enne Kaspar Hauser. Il vero potere delle famiglie aristocratiche che hanno dominato la Gran Bretagna ai tempi di Stanhope era basata non più sulle rivendicazioni vanagloriosi del “sangue blu”, ma sul commercio, gli scambi, l’industria e il diritto puramente legale alla terra.

La volontà di potenza inglese nel 1429 e nel 1828 (quando Kaspar fu liberato dalla prigionia) è stata infine sconfitta in entrambi i casi da un’anima innocente. I 3 anni di attività di Giovanna (1429-1431) hanno iniziato un processo di sviluppo dell’Inghilterra che l’ha distolta dalla conquista della Francia e in ultima analisi, l’ha portata alla conquista dei mari. I 5 anni di attività di Kaspar Hauser sono stati seguiti da un processo di sviluppo britannico ed conseguente antagonismo anglo-tedesco che ha portato in ultima analisi, l’inizio della fine dell’impero britannico nel bagno di sangue della prima guerra mondiale. Se Kaspar fosse vissuto fino a diventare il leader spirituale, se non politico della Germania, è altamente improbabile che la Germania avrebbe scelto di cercare di copiare il percorso della Gran Bretagna per il dominio del mondo, come ha fatto sotto l’Imperatore Guglielmo II. Ma le manovre britanniche (Stanhope) erano coinvolte nella rimozione di Kaspar, e nel caso, senza la leadership più illuminata che un principe come Kaspar avrebbe potuto fornire, la Germania scelse di sfidare la Gran Bretagna nei suoi termini; il risultato è stato che poco dopo l’alba dell’Età di Michael (1879) l’industria e il commercio tedeschi cominciavano a superare quelli della Gran Bretagna, e nel 1915, dopo un solo anno di guerra, la Gran Bretagna non poteva più andare avanti senza di l’assistenza finanziaria degli Stati Uniti; era effettivamente la fine della preminenza britannica.

Dopo aver completato la fase imperiale della loro storia che data al 1604, quando il trattato di pace con la Spagna di Giacomo I ha reso possibile l’avanzata mercantile britannica per gli oceani- una fase che probabilmente ha avuto inizio con Enrico VIII e con la sua separazione da Roma – il popolo britannico deve oggi sviluppare un maggior grado di auto conoscenza etnica e una nuova comprensione del proprio posto nel mondo. Perché essi sono state le guide a livello mondiale che hannno portato i principi della separazione, individuazione, e della personalità – quella che Steiner chiama “la tendenza separativa”. Paradossalmente, questo è stato effettuato mediante l’impero britannico, che in un primo momento sembrava essere un’impresa integrativa di unione. In realtà, è stato in gran parte creato attraverso motivazioni di avidità e di possesso (pirateria – l’originale “privatizzazione”) e rafforzato con l’applicazione del principio del divide et impera. Ha introdotto nelle comunità e negli individui l’esperienza drastica e spesso aspra di una individuazione nell’isolamento.

Queste le qualità di Marte: coazione a dividere e individuare, le navi inglesi (il cuore di quercia) le hanno portati in giro per il mondo.17 La tendenza dell’epoca di Marte (1190-1510), fu un impulso egocentrico per affermare un senso di sé separato che cerca di competere con gli altri, è orientata al mondo minerale fisico e va contro le convenzioni sociali tradizionali basate sul sangue. L’Inghilterra aveva pienamente interiorizzato questa tendenza al tempo di Enrico VIII e di Elisabetta I e la nazione si avviò verso l’epoca di Gabriele (1510-1879) per portare questo impulso marziale con successo nel settore del commercio e degli scambi, che può essere descritto come l’ottava più bassa del mercuriale. Deve essere chiaro, tuttavia, che senza questo sviluppo sé-centrato e alienante, non solo non ci sarebbe stata alcuna scienza naturale, ma non sarebbe neanche emersa la personalità egocentrica dell’io inferiore che può essere trasformato in un più alto io spirituale: l’età della scienza naturale per forza doveva precedere quella della scienza spirituale – l’età di Gabriel (Luna) ha dovuto seguire quello di Samael (Marte) e precedere quella di Michael (Sole). Ogni fase che duri oltre il suo tempo e spinta alle estreme conseguenze, tuttavia, come è accaduto per l’ultimo secolo – ha la tendenza a diventare male, e le parole di Rudolf Steiner mettono in guardia: “per inondare il mondo con la morte della cultura e la malattia della cultura”.18

Poiché la Gran Bretagna ha fatto il possibile per diffondere l’impulso del materialismo nel corso del XVIII secolo, il XIX secolo aveva bisogno di un antidoto – che doveva essere dato da una Germania destinata ad essere al centro di una nuova salvifica cultura del Graal, e Kaspar Hauser sarebbe stato al centro di quella nuova cultura del Graal mercuriale che si sarebbe potuta sviluppare appieno dopo l’inizio dell’era di Michael nel 1879. Verso la fine della sua vita, Steiner ha detto che:

La Germania meridionale sarebbe dovuta diventare il nuovo castello del Graal dei nuovi Cavalieri del Graal e la culla di eventi futuri. Questo terreno spirituale era stato ben preparato da tutti quei personaggi che conosciamo come Goethe, Schiller, Hölderlin, Herder e altri. Kaspar Hauser doveva essere colui che doveva riunire intorno a sé, per così dire, tutto ciò che esisteva in questo terreno spirituale così preparato. Ma cioò non è stato voluto da quei circoli (logge occidentali e Gesuiti). Non potevano tollerare un centro che si stava risvegliando alla coscienza se non dovevano cedere il loro potere e progetti per il potere. Uno spirito come il Goethe li spaventava.19

Il percorso di Kaspar nel XIX secolo, come il percorso della Germania nei secoli XVII e XX, è stato un doloroso sacrificio attraverso una terribile oscurità e azioni mavagie. Nel secolo scorso, durante i 12 anni 1933-1945, la Germania ha registrato il male più radicale. La sconfitta del liberalismo nel continente e le rivoluzioni del 1848 hanno portato alla massiccia emigrazione tedesca all’estero, soprattutto in Nord America. Questa è la natura del polo opposto alla “tendenza separativa” – “la coltivazione di una preoccupazione attiva per il prossimo”, l’antidoto all’isolamento e la relazione dell’individuale con il tutto. Mentre tali emigranti tedeschi hanno dovuto adattarsi alle terre e alle comunità in cui si stabilirono, l’emigrazione dalla Gran Bretagna, invece, ha portato alla creazione di nuovi paesi che hanno visto prevalere la maggioranza di chi parlava inglese che si vedeva come facente parte dell’Impero britannico (Canada, Australia , Nuova Zelanda, Sud Africa) e che ha accettatto valori dei bianchi protestanti Anglo-Sassoni. Tutto ciò equivale alla continuazione della “tendenza separativa” e anzi, nei primi decenni del XX secolo ci fu un forte movimento tra l’élite imperiale britannica (ad esempio Joseph Chamberlain, Lord Milner e i suoi accoliti del Round Table) per federare le nazioni bianche dell’Impero per legarle sempre più strettamente insieme, in modo che, in alleanza con gli Stati Uniti, potessero trovarsi in una posizione migliore per dominare il mondo.20

Il Mistero delle Conseguenze: 1833 - 1933, di David Newbatt
“Il Mistero delle Conseguenze: 1833 – 1933”, di David Newbatt

Senza dubbio, sembra che nessuna cultura abbia sviluppato “la tendenza separativa” così estremamente come il Terzo Reich, potrebbe sembrare problematico, a dir poco, parlare di un polo tedesco opposto alla “tendenza separativa”. Ma in realtà, gran parte del movimento nazista era l’inversione esatta, come un guanto rovesciato, della cultura del Graal che Steiner ha detto doveva essere sviluppata in Germania. Questo è stato così anche fino dal grande amore di Hitler per la musica di Wagner e soprattutto Parsifal. La preoccupazione dei nazisti per il Volksgemeinschaft (comunità popolare) e il Volksgenossenschaft (cameratismo popolare) era un’immagine ombra “la coltivazione di una preoccupazione attiva di ogni uomo per il prossimo”. Nella cultura mitteleuropea dell’Io (Ich), i nazisti cercarono di sradicare l’Io. Nella cultura in cui, durante l’età di Kaspar Hauser, i principi idealistici di libertà, uguaglianza e fraternità significavano davvero qualcosa – almeno in filosofia e nelle arti – i nazisti più tardi predicavano poi l’antica dottrina di Ein Volk, ein Reich, ein Führer. Il vero elemento di anima tedesco come si era sviluppata nel corso dei secoli è stata in effetti imprigionato, non più visibile, e al suo posto, il mondo percepito un incubo malvagio, alieno nello spirito alla natura propria e allo sviluppo dell’umanità nella metà del XX secolo: Faust fu posseduto da Mefistofele.

Secondo Steiner, l’intero periodo dal XV al XXXVI secolo (2160 anni) è interessato allo sviluppo dell’individualismo, dell’indipendenza e dell’autosufficienza dell’Uomo e coscienza contro lo sfondo di un materialismo crescente e l’incontro con il piano minerale dell’esistenza. Come la natura della “realtà” minerale è di per sé intrinsecamente una frammentazione e una separazione (ovvero l’alienazione dal tutto cosmico), di conseguenza un compito importante in questa epoca moderna è la comprensione della questione del male, che è “la tendenza separativa” portata all’estremo. Possiamo quindi iniziare a percepire le dimensioni della missione di Kaspar Hauser. Considerando che l’Età di Samael in particolare, e il Medioevo, in generale, sono stati intimiditi o sopraffatti, per così dire, dall’immagine della Croce e della Crocifissione, la sfida nella presente epoca sarà a risvegliare il senso della Resurrezione, simboleggiata dalle rose del mondo immaginifico dei Rosa+Croce. Questo avverrà nelle circostanze più difficili possibili, come gli eventi del XX secolo, per esempio, hanno già chiarito, attraverso guerre e persecuzioni, la terribile distruzione dell’innocenza della natura, delle minoranze etniche, e dell’infanzia stessa, la discesa nel materialismo sarà così forte, e la coscienza umana diventerà così assopita, che servirà solo l’incontro con la radice del male a risvegliare le nostre coscienze votle al Bene. Nel bel mezzo di una terribile oscurità e ignoranza, saremo chiamati a risvegliarsi alla realtà spirituale. Nel cuore dell’Europa, l’essere angelico che divenne ben presto noto come il Bambino d’Europa ha dimostrato con la sua vita e la morte che cosa questo significhi. Questo è il secondo motivo per cui Kaspar Hauser non è un fenomeno “semplicemente storico” e perché la sua vita e la morte brilleranno come un faro per tutta l’epoca moderna. È quindi chiaro che Kaspar Hauser era ed è un grande compagno di Christian Rosenkreutz e di Cristo stesso. Kaspar Hauser non ha ottenuto molto esteriormente in termini di fatti storici grandi o laragamente riconosciuti; egli divenne noto attraverso il male che gli è stato fatto e attraverso la qualità del suo essere in risposta a ciò.

La Seconda Venuta

Il terzo e ultimo aspetto del significato esoterico di Kaspar Hauser che sarà menzionato qui21 si riferisce a ciò che è noto come il Ritorno Eterico del Cristo – quella che viene tradizionalmente chiamata la Seconda Venuta.22 Rudolf Steiner ha sottolineato che questo non si verifica nel piano fisico, ma nel piano eterico della Terra, la forma spirituale della biosfera terrestre, che è il regno degli angeli e che si estende fino all’orbita della Luna. Sarà un evento continuo che durerà fino alla fine dell’evoluzione terrestre. Dal 1930 in poi, alcune persone, e poi via via sempre più col passare dei decenni e dei secoli, saranno in grado di percepire il Cristo Eterico nella forma di un essere di luce. Come accennato in precedenza, la prima conferenza pubblica tenuta da Steiner su questo argomento fu nel luogo di nascita di Kaspar, a Karlsruhe il 25 gennaio 1910.23 In seguito, ha sottolineato che prima che l’umanità sia in grado di percepire il Cristo nella sua forma eterica (il cui corpo non sarebbe quello umano, come Gesù, ma piuttosto quello di un angelo) avrebbe dovuto incontrare quella che ha definito la Bestia Abissale. Questo lo ha datato con precisione nell’anno 1933. Come oggi sappiamo, la Bestia è effettivamente apparse nel 193324, quando Adolf Hitler salì al potere, esattamente 100 anni dopo l’omicidio di Kaspar. Nel corso del 1930 la voce demoniaca di Hitler ha tuonato per tutta l’Europa, dal raduni del partito nazista, tenutisi nella città di Norimberga ornate di svastiche, la città in cui il Bambino d’Europa era stato svelato nel 1828, e tra le cui rovine i leader nazisti furono giudicati dopo la guerra.

Steiner quindi ha parlato di questa riapparizione o seconda resurrezione di Cristo nel 1910 nel paese natale di Kaspar, ma è stato solo tre anni dopo che ha descritto ciò che aveva preceduto questa resurrezione. La data era il 2 maggio 1913 e il posto era Londra. Qui, nella capitale della più grande potenza del mondo del tempo, la capitale della nazione che nel 1830 e 1840 ha dato l’avvio mondiale alla società industriale, anche la città del Ministero degli Esteri che ha dato a Lord Stanhope gli ordini come agente segreto,16Stanhope era un agente segreto attivo in Sicilia e a Dresda nel periodo 1812-1816 e successivamente, tra il 1817 e il 1835, soprattutto nel sud della Germania. Vedi J. Mayer, Lord Stanhope, Der Gegenspieler Kaspar Hauser, Urachhaus, 1988; non tradotto Steiner ha descritto come nel 1840 si era verificata una seconda crocifissione di Cristo nel regno eterico, naturalmente non del suo corpo fisico, ma nella coscienza dell’angelo che lo “supportava”. L’essere umano Gesù di Nazareth ospitò il divino del Cristo per i tre anni dal Battesimo nel Giordano fino alla Crocifissione, e ciò ha permesso al Cristo di vivere l’esistenza umana sul piano fisico. Dalla sua Ascensione, Cristo ha abitato nel regno eterico degli angeli, la sfera sovrasensibile più vicino alla Terra ed è stato in ciò “supportato” da un angelo; la sua forma esteriore è quindi quella di un angelo, così come è stata quella di un essere umano tra il 30 e il 33 d.C. Questo regno eterico in cui gli angeli sono attivi è anche il regno in cui il pensiero umano ha la sua essenza.17Per la figura e la ricomparsa del Cristo nel regno eterico, vedere La ricomparsa del Cristo nel mondo eterico, Anthroposophic Press, 1983, raccolta di conferenze tratte da O. O. 118, 130, 178, 182) e la conferenza di Steiner del 02.05.1913 in La Missione di Michele, O. O. 194, Editrice Antroposofica. Il cyberspazio di Internet è una “copia” materialistica e ingannevole di questo regno angelico dei pensieri. È interessante notare che sia Internet e che un certo interesse per gli angeli sono entrambi comparsi agli inizi degli anni ’90.

Per circa tre secoli, il regno eterico è stato sempre più inquinato dal materialismo delle anime umane mentre passavano nella prima sfera soprasensibile (Luna) dopo la morte. Questo materialismo del pensiero ha raggiunto una sorta di picco nel 1840, e il suo inquinamento tipo smog ha offuscato la coscienza dell’angelo portatore del Cristo. “Questo attacco di incoscienza nei mondi spirituali porterà alla risurrezione della coscienza-Cristo nelle anime degli esseri umani che vivrannno sulla terra nel XX secolo… la coscienza perduta dall’umanità sorgerà nuovamente per la visione chiaroveggente… Questo è stato un rinnovamento del mistero del Golgota, al fine di determinare un risveglio della coscienza di Cristo precedentemente nascosta alle anime umane sulla terra”. È in questo contesto che possiamo provare a dare un senso alla affermazione più enigmatica su Kaspar Hauser di Steiner. Il primo mistero del Golgota 2000 anni fa in Palestina, allora la terra degli ebrei, è stato reso possibile attraverso il sacrificio di un giovane innocente – Gesù di Nazareth. Karl Heyer riporta l’osservazione ben verficata di Steiner che dice: “se Kaspar Hauser non fosse vissuto e morto come è accaduto, il contatto tra la terra e il mondo celeste sarebbe stato completamente reciso.”18Peter Tradowsky, op. cit., p. 282 cap. 5 Cos’è che ha creato il ponte che collegava la seconda crocifissione e la seconda resurrezione di Cristo? Steiner non lo specifica, ma ben più di 100 anni sono passati dalla morte di Kaspar Hauser, e così ora possiamo almeno porre la domanda: non è forse la vita e la morte sacrificale di un essere angelico come Kaspar Hauser, lì nella terra dei tedeschi, la regione crocevia del cuore di Europa,19Sia Pilsach, dove è stato imprigionato per 12 anni, che Ansbach, dove è stato ucciso, si trovano a 25 miglia di distanza da Norimberga. che ha costruito un ponte spirituale tra cielo e terra, nel momento del più buio materialismo intellettuale europeo ad assicurare all’umanità del XX secolo e dei secoli a venire la possibilità di vedere il Cristo Eterico risorto? E se la vita sacrificale di Kaspar Hauser è così intimamente legato a questo seconda Crocifissione e Resurrezione del Cristo (Secondo Avvento), questo non suggerisce che il suo significato spirituale è di natura più profonda e grandiosa?

Note

15. 

16. Cfr. conf. 17 e 19 Gennaio 1915, GA 157

17. È interessante notare che la quercia è da sempre stata associata a Marte.

18. Conferenza del 15/12/1919, GA 194, “Idee per una nuova Europa” (Rudolf Steiner Press, 1994) p. 49

19. Cfr. Peter Tradowsky, op. cit. p. 278

20. Vedere P. Roberts, “La prima guerra mondiale e le relazioni anglo-americane: Il ruolo di Philip Kerr e il Round Table, in “La Tavola Rotonda”, Vol. 95, n. 383, pp. 113 – 139, gennaio 2006, e Inderjeet Parmar, Univ di Manchester a: http://ire.sagepub.com/cgi/reprint/16/1/53.pdf

21. Ci sono molti altri aspetti del carattere esoterico del destino di Kaspar Hauser, ma non possono essere inclusi qui. Vedere inoltre: Peter Tradowsky, op. cit.

22. Questo è un argomento complesso; si rinvia a Il Ritorno del Cristo nel eterico (Anthroposophic Press, 1983)

23. A quanto pare, egli per primo ha dato una conferenza pubblica su di esso a Stoccolma il 12 gennaio 1910, ma non esiste nessuna traccia di quella conferenza. Vedere T. H. Meyer, “The Bodhisattva question” (Temple Lodge, 1993), p. 136

24. Cfr conferenza del 20/09/1924 (GA 346) in “Apocalisse e sacerdozio” (Rudolf Steiner Press, 1998)

Note   [ + ]

La Missione di Rudolf Steiner – IV parte

(continua da qui)

Considerazioni Finali

La visione che uno ha di Rudolf Steiner influenza la comprensione della propria appartenenza alla Società Antroposofica. A differenza dell’appartenenza a molte altre società, non è ha senso chiedere: che cosa ottengo dalla Società in cambio del pagamento della quota associativa? Ci sono organizzazioni in tutto il mondo in cui le persone donano denaro, non sperando di ottenere nulla in cambio, ad esempio la Croce Rossa. Sentono che è altamente improbabile che si sarà colpiti da una catastrofe che richiederà l’aiuto della Croce Rossa. Essi sostengono questa organizzazione perché sentono che vale la pena avere una tale organizzazione nella nostra civiltà. Allo stesso modo, a mio avviso, l’appartenenza alla Società Antroposofica è un’azione di sostegno a un’organizzazione che lavora per la guarigione spirituale della nostra civiltà. Per me il futuro di salute e benessere della Società Antroposofica richiede che questa visione del sua missione Micaelita mondiale si radichi nei cuori dei suoi membri e sostenitori.

Negli ultimi dieci anni di vita della Società Antroposofica, mi sono spesso imbattuto con il termine “espansione” (outreach nell’originale – ndT). Ma questo non è stato molto efficace. Perché? Perché ci deve essere un equilibrio tra l'”espansione” e quella che io chiamerei “concentrazione” (inreach nell’originale – ndT), l’educazione e l’assistenza dei membri per quanto riguarda quelle facoltà e cognizioni che devono essere coltivate ​​per servire la missione della Società, che è la missione di Rudolf Steiner. Credo che oggi sia stato raggiunto un grande passo in avanti con la nomina di due segretari generali, uno per gli affari internazionali e uno per gli affari nazionali, il cui compito sarà di appoggiarsi pesantemente sul lavoro di “concentrazione”.

E allora, qual era e qual è la missione di Rudolf Steiner? Voglio rispondere a questa domanda con un’immagine che vi chiedo figurarvi, e con una poesia che Rudolf Steiner ha scritto. Mi auguro che l’immagine vi dica più di mille parole che si possono dire. Con questa immagine cerco di riassumere i vari aspetti della missione di Rudolf Steiner. È la mia immagine. Non cercate di disegnarla. Piuttosto mantenetela fluida nell’immaginazione. Potrei descriverla particolarmente bene perché ho parlato dal palcoscenico della Scuola Waldorf di Detroit. Si tratta di un grande palcoscenico, vivacemente illuminato, delimitato posteriormente da un muro bianco su cui è dipinto un grande affresco di San Michele che doma il drago.

Immaginate che nella parte anteriore di questo palcoscenico stia Rudolf Steiner, nel suo completo nero come lo abbiamo visto in molte immagini. A circa un metro mezzo dietro di lui stanno due figure, una a destra, l’altra a sinistra. Quella di destra ci appare in sontuosi abiti rossi. Si tratta di Christian Rosenkreutz, che ha rinnovato i Misteri del mondo occidentale, in modo che i suoi discepoli possano rimanere ancorati alle normali attività del mondo.

Quello a sinistra ci appare quasi trasparente, di un colore tendente al blu. È l’Iniziato che è più intimamente legato con il Mistero del Cristo, il “Maestro Gesù”. Circa cinque metri dietro a questi due, in un’area leggermente sopraelevata, sorge San Michele e più in alto, circa cinque metri più su, dietro San Michele spicca la figura radiosa del Cristo, attorniato da un semicerchio di Esseri Angelici delle varie Gerarchie.

Dal Cristo irraggia il flusso rosa del divino amore verso la collina più piccola dove si trova San Michele, l’ambasciatore del Cristo. Questi aggiunge una brillante luce cosmica al flusso dell’amore divino. Ora, questo flusso di luce permeato dai flussi di amore divino, si diffonde in po’ più in avanti, raggiungendo i due Grandi Iniziati del mondo occidentale. Essi concentrano il flusso su Rudolf Steiner, che sta di fronte a loro.

Appena Rudolf Steiner riceve questo flusso dal mondo spirituale alle sue spalle, lo trasforma in modo da diventare una forza che riempie l’intero spazio di fronte a lui – l’Ambasciatore di San Michele – con un mosaico tridimensionale vivente in continuo movimento di cellule luminose dei colori più variegati e luminosi, uno spettacolo che ci dice, in un linguaggio segreto di luce e amore, come ogni uomo possa trovare che lui o lei è realmente, e qual è la missione di ciascuno, nell’essere attivi, sempre fedeli a se stessi. Così Rudolf Steiner, l’Ambasciatore di San Michele, che a sua volta è l’ambasciatore del Cristo, porta all’umanità, in una forma adeguata per la nostra coscienza, l’ispirazione di luce cosmica, permeata dall’amore divino. Questo è (al meglio di come posso dirlo) la missione di Rudolf Steiner, che egli ha accettato e realizzato.

Tuttavia, ci si può chiedere: Rudolf Steiner ha mai realmente dichiarato quale fosse la sua missione? Nella sua autobiografia descrive eloquentemente e con sensibilità tutte le persone che ha incontrato e ciò che essi sentivano essere la loro missione, ma nulla riguardo la sua propria missione. Naturalmente, la sua autobiografia copre solo il periodo di vita fino al 1907, e la maggior parte del suo lavoro esoterico è venuto dopo. Ma una volta, sul suo letto di sofferenza, solo un paio di settimane prima di morire, scrisse una poesia che racconta quello che sentiva essere come la sua missione. A differenza di molte altre poesie che scrisse durante la sua vita creativa (che iniziano in genere con “La luce del sole”, o “La sfera dello spirito è vera casa dell’anima”), questo ultima lirica è una dichiarazione della sua Volontà, quello che voleva realizzare contro le forze che vogliono degradare l’essere umano a livello di essere semplicemente un oggetto, un oggetto che può essere modellato secondo le specifiche, che è vincolata da regole esterne, e può essere scartato dopo l’uso. La “cosa” umana. Questo versetto comincia con le parole “Voglio…” (Ich möchte…):[themeone_one_half txtalign=”txt-left” boxed=”” padding=”false” color=”” last_column=”” anim=”” delay=”0ms”]Ich möchte jeden Menschen
Aus des Kosmos Geist entzünden
Daß er Flamme werde
Und feurig seines Wesens Wesen
Entfalte.

Die Anderen, sie möchten
Aus des Kosmos Wasser nehmen
Was die Flammen verlöscht,
Und wässrig alles Wesen
Im Innern lähmt.

O Freude, wenn die Menschenflamme
Lodert, auch da wo sie ruht.
O Bitternis, wenn das Menschending
Gebunden wird, da wo es regsam sein möchte.
[/themeone_one_half]
[themeone_one_half txtalign=”txt-left” boxed=”” padding=”true” color=”” last_column=”” anim=”” delay=”0ms”]
Voglio con lo Spirito Cosmico
Entusiasmare ogni essere umano
Che una fiamma possano diventare
E ardente si dischiuderà
L’essenza del loro essere.

Gli altri, si sforzano
Di trarre dalle acque cosmiche
Ciò che spegna l’incendio
E riversare paralisi
In tutto l’essere interiore.

O gioia, quando la fiamma dell’essere umano
È sfolgorante, anche a riposo.
O dolore amaro, quando l’essere umano
È messo in catene, quando vuole entusiasmare.
[/themeone_one_half]

Note

Libera traduzione dell’autore dell’articolo, dall’originale The Mission of Rudolf Steiner, by Dr. Ernst Katz in Rudolf Steiner Archive.

San Michele di Guido Reni, in San Petronio a Bologna (particolare)

La Missione di Rudolf Steiner – III parte

(continua da qui)

Tre eccezionali caratteristiche esoteriche dell’Antroposofia

Rudolf Steiner ha dichiarato che se l’Antroposofia in futuro si distaccherà dalla propria individualità, allora diventerà una semplice teoria, e come tale una teoria del genere peggiore di altre teorie del mondo. Di più, diventerà così uno strumento di Ahrimane. Si tratta di una prima caratteristica dell’Antroposofia. Deve essere ben compreso. Certamente non significa che ci si debba avvicinare all’Antroposofia con fede cieca nelle parole di Rudolf Steiner. D’altra parte, so di istituzioni antroposofiche – non voglio fare nomi – dove prevale un atteggiamento di credenza nell’Antroposofia, ma dove il nome di Rudolf Steiner non è il benvenuto. Si possono supporre varie ragioni per questo atteggiamento: la paura di diventare dipendenti, la sensazione che i tempi sono cambiati in questi ottanta anni, la volontà di porre altre persone al centro dell’attenzione, e altro ancora.

Karl Julius SchröerPenso che si possa comprendere la formulazione di questa prima caratteristica dell’Antroposofia in modo positivo attraverso la seguente considerazione. Il professore preferito di Rudolf Steiner fu lo studioso di Goethe Karl Julius Schröer. Secondo Rudolf Steiner, Schröer era così coinvolto dall’opera di Goethe che, in tutto ciò che pensava o faceva, si chiedeva: cosa avrebbe pensato o fatto Goethe in queste circostanze? Naturalmente, Goethe era morto cinquant’anni prima, e Schröer certamente non si aspettava di trovare risposte a tutte le sue domande nelle opere di Goethe. Ma sentiva che lo spirito-individualità di Goethe avrebbe potuto offrire un quadro mentale utile per affrontare le sfide della vita. Per inciso, molti matrimoni di oggi potrebbero avere un corso molto più felice se entrambi i partner prendessero l’abitudine di chiedersi che cosa il loro partner potrebbe pensare o fare, date le circostanze e le sfide che la vita presenta. Non si diventa dipendenti dall’altra persona da tale pratica, ma piuttosto ci si erge al di sopra della propria unilateralità. Si può assumere un atteggiamento simile rispetto a Rudolf Steiner, sulla base di uno studio dell’Antroposofia. Non si perde nulla della propria autonomia, in tal modo. Egli ha dichiarato esplicitamente che un vero e proprio moderno Iniziato non vuole dominare, ma vuole piuttosto vuole essere considerato come un consulente o un amico. In effetti non esiste persona che rispetti più la libertà umana che un moderno Iniziato, egli dice.

Se si evita di considerare l’Antroposofia come un corpo rigido di informazioni, e la si approccia come Schröer faceva riguardo a Goethe, l’Antroposofia diventa allora qualcosa di vivo, che rimane collegato con lo spirito-individualità di Rudolf Steiner. Si può dire tutto questo in un altro modo. Le affermazioni che si trovano nella letteratura antroposofica devono essere comprese nel contesto. Parte del contesto è il pubblico a cui sono state rivolte, ma una parte importante del contesto è l’individualità di Rudolf Steiner. Egli era davvero molto serio riguardo al pericolo di fare dell’Antroposofia uno strumento di Ahrimane.

Una seconda caratteristica che permea tutto l’Antroposofia si può trovare osservando la propria reazione di sentimenti quando si è esposti a un qualsiasi aspetto di essa. Per capire cosa intendo, è necessaria una sottile auto osservazione. Si può poi sentire in tutte le opere di Rudolf Steiner – siano esse filosofico, esoteriche, artisticche; siano esse edifici, sculture, dipinti, discorsi sulla storia, la scienza, la medicina, l’agricoltura, l’istruzione, o quel che volete; insomma, in tutto ciò che ha portato nel mondo – una lieve spinta interiore che tende ad allentare il proprio essere dal proprio corpo fisico. Questo effetto è particolarmente evidente quando si assiste a una buona rappresentazione di euritmia classica. Questa caratteristica è tipica dell’opera di un Grande Iniziato.

Alcune persone sono inconsapevoli di questo sentimento, ma sentono una paura interiore, poiché il loro legame con il proprio corpo fisico è la loro unica fonte di sicurezza nella vita. Quando queste persone incontrano l’Antroposofia, reagiscono con tutta una serie di obiezioni intelligenti per le quali questo non fa per loro. Possono poi anche diventare antagonisti, o nemici dell’antroposofia, di solito senza sapere che questa paura è la vera ragione della loro avversione.

Per lo stesso tipo di sottile auto-osservazione, si può notare che la nostra cultura fornisce un gran numero di stimoli che spingono il proprio essere interiore ad un legame più profondo con il proprio corpo fisico, e di conseguenza verso i propri istinti. Molte opere d’arte, e anche alcune forme di esoterismo presenti al supermercato dell’esoterismo di oggi, producono questo secondo tipo di sentimento. Il primo tipo di sentimento, di allentare la tua coscienza, anche di poco, fuori dal corpo fisico, è un sottile passaggio verso una presa di coscienza della realtà del mondo spirituale.

C’è un terzo tipo di sentimento per il quale la nostra civiltà fornisce stimoli. Si spinge la mente non attenta in direzione di illusioni, che sono volute dai più.

La nostra cultura è ricca di prodotti che producono sentimenti di secondo o terzo tipo. I sentimenti di vera Scienza Spirituale sono l’inizio della comprensione esoterica di sé e del mondo. È da notare che questi sentimenti non sono solo relative alle forme d’arte antroposofiche, ma a tutto ciò che Rudolf Steiner ha prodotto. Si potrebbe anche dire che tutto ciò che ha prodotto non solo è stato inteso come una fonte di informazioni, ma è stato, inoltre, un’opera d’arte.

A volte alcune dichiarazioni, o interi paragrafi, o versi, presumibilmente attribuibili a Rudolf Steiner, vengono fatti circolare senza fornire precisi riferimenti bibliografici. Può allora essere difficile decidere per se stessi se considerare tale comunicazione autentica o una falsificazione, un falso. Trovo che il sentimento che tale comunicazione evoca rispetto ad allentare il proprio essere dal corpo fisico, o a legarlo ad esso, possa essere un suggerimento prezioso sul fatto che la comunicazione sia autentica o falsa. Si può verificare in questo modo. Voglio sottolineare questa caratteristica, perché tutto ciò che un Grande Iniziato fa ha l’impronta della sua iniziazione, il marchio del suo legame con il mondo spirituale.

La terza caratteristica eccezionale dell’Antroposofia è il suo rapporto con le anime dei defunti, i cosiddetti morti, e con il processo di reincarnazione. In questo ambito Rudolf Steiner ha fatto una dichiarazione molto forte, dicendo che la nostra civiltà sta rotolando verso il basso, ma questa tendenza può essere invertita solo se saremo in grado di costruire in modo sano dei ponti sul divario che separa il nostro mondo sensoriale percepibile, il mondo in cui viviamo coscientemente, dal mondo delle anime dei defunti e delle anime che si trovano nel loro percorso di reincarnazione. Senza di ciò, la nostra civiltà non può diventare sana. E ha dato istruzioni estese su come tali ponti possano essere costruiti. Ci sono principalmente due temi nell’opera di Rudolf Steiner che si riferiscono alla costruzione di questo ponte tra la vita e la cosiddetta morte.

Uno è quello di leggere a quelle anime disincarnate che si sono conosciute in vita, o con le quali si aveva un rapporto significativo. Leggere loro materiale che può aiutarli a orientarsi nel mondo in cui sono. Quel mondo è spesso doloroso per loro a causa di una concezione materialistica della vita. Leggere letteratura esoterica antroposofica, o i Vangeli, o altra letteratura spirituale ispirata. Questo è il dono più grande che si possa dare alle anime dei defunti, dice Rudolf Steiner. Soprattutto in questo periodo materialista c’è grande fame di ciò tra i morti, perché i pensieri materialistici non possono viaggiare nel mondo spirituale, e quindi c’è una sorta di fame per mancanza di contatto con le persone che vivono, che l’anima del defunto ama ancora. Ci sono alcune persone in questo paese che praticano la lettura ai morti, alcuni in piccoli gruppi, gli altri solo per sé. Personalmente ho l’impressione che questo tipo di lavoro sia meglio farlo da soli. A volte, quando uno ha letto qualcosa a una particolare anima o più anime, accade che sgorghi il pensiero: l’ho davvero raggiunto? Come faccio a saperlo? Trovo che se dopo la lettura si crea una pausa di silenzio interiore, quiete e amore, a volte si può ricevere un chiaro segnale che dice “Grazie”. Ciò può essere utile per dare un senso di certezza a ciò che si è effettivamente raggiunto.

Mi è stato chiesto se si deve leggere ad alta voce o in silenzio. Ciò che conta per l’anima del defunto è ciò che accade nella vostra mente cosciente. Lui o lei raccoglie i pensieri e i sentimenti di ciò che viene letto. Molte persone possono contenere solo un pensiero in modo chiaro nella loro mente, quando leggono lentamente a voce alta. Quindi questo è quello che dovrebbero fare. Quando queste persone leggono silenziosamente, saltano attraverso le pagine e non si soffermano con intensità sufficiente sui pensieri che stanno leggendo. Altre persone non sanno quello che stanno leggendo quando leggono ad alta voce. Tutta la loro energia va nel pronunciare le parole. Per loro è meglio leggere in silenzio e cercare di capire ogni frase. In un primo momento si dovrebbe leggere la lingua che era più vicino all’anima del defunto in vita, di solito la lingua madre. Dopo alcuni anni, si può leggere in qualsiasi lingua, purché si capiscano i pensieri e il significato delle parole si stanno leggendo; Rudolf Steiner parla di cinque anni.

Un secondo ponte tra i vivi e i morti si basa sulla possibilità di porre domande all’anima di un defunto e di ricevere risposte. Le domande devono essere di natura animico-spirituale, non di tipo materialista. È meglio prendere in considerazione la domanda quando si va a dormire, ma si può fare anche durante il giorno. La risposta arriva nel cuore al risveglio, il giorno dopo, o qualche giorno più tardi. Per essere efficace, questo processo richiede un procedimento mentale che non è facile, ma si può imparare con la pratica. Rudolf Steiner descrive ciò in una conferenza notevole che ha tenuto a Berna, in Svizzera, il 9 novembre 1916 (GA 168, contenuta in Il legame tra i vivi e i morti, Ed. Antroposifica, Milano – ndT). [Vedi anche la conferenza del 5 febbraio 1918 – ndE; in italiano in Il legame fra i vivi e i morti, Ed. Antroposifica, Milano, GA181 – ndT] Per poter fare una domanda, si deve immaginare il defunto come colui o colei che si è conosciuto in vita, e si deve immaginare che lui o lei ponga la domanda a sé stesso o sé stessa. Questo è il contrario di ciò che si sarebbe naturalmente inclini a fare. Chiunque sarebbe portato a pensare che si debba porre la domanda se stessi di fronte all’immagine dell’anima del defunto. Il che sarebbe del tutto inefficace. Si deve immaginare che l’immagine del defunto ponga la domanda a noi, e poi lasciare perdere. Successivamente, la mattina dopo, o una mattina seguente, si sente la risposta che emerge dal proprio cuore, al risveglio. Questo è dove il defunto ha piantato la risposta, per così dire.

Naturalmente, conoscendo anche solo un po’ di psicologia si saprà che dal cuore di una persona possono emergere un sacco di idee e di impulsi, che sono per lo più soltanto prodotti del nostro pio desiderio. Si deve imparare a discernere la differenza qualitativa tra tali messaggi personali dal proprio cuore e le risposte che vengono dall’anima del defunto. Nel processo apprendimento di ciò, si è portati all’inizio a commettere errori. Ma con la pratica e l’osservazione interiore cosciente si può ottenere certezza in questo campo. La mia affermazione non è teorica. È la mia esperienza, che funziona e che può portare un arricchimento significativo per la propria esistenza e per l’esistenza dell’anima dei defunti.

Stando così le cose, sono sorpreso che quasi nessun amico ponga domande a Rudolf Steiner in questo modo. Una obiezione potrebbe essere la convinzione che egli è di nuovo incarnato, quindi non più tra i morti a ricevere le nostre domande. Tuttavia, si dovrebbe considerare che un Iniziato della sua altissima levatura ha coscienza del mondo dei morti, indipendentemente dal fatto che sia incarnato o no. Perciò ritengo che questa obiezione non sia valida. Un’altra obiezione può essere che, avendo egli dichiarato che si possono porre domande solo di morti che si è conosciuto in vita, la maggior parte delle persone viventi, me compreso, non lo hanno conosciuto personalmente. Tuttavia, egli ha anche affermato che può essere stabilito l’equivalente di un rapporto personale attraverso la conoscenza di alcuni aspetti della personalità del defunto, ad esempio, le sue opere scritte. Leggendo l’autobiografia di Rudolf Steiner, come pure i resoconti di molte persone che lo hanno conosciuto e hanno lavorato con lui, e studiando la sua produzione letteraria e artistica, si può realmente raggiungere un grado di conoscenza che va più in profondità di quello che ha acquisito chi lo ha conosciuto personalmente in vita. Data questa profonda conoscenza, questa seconda obiezione viene invalidata. Rimane la possibilità di una terza obiezione. Si può temere che si possa diventare dipendenti da Rudolf Steiner in una maniera che invade la propria libertà, perché le sue risposte verrebbero piantate nel proprio cuore, piuttosto che essere poste prima come un libro. Questa obiezione si basa su un equivoco che nasce da una paura ingiustificata. Si dovrebbero ricordare le sue dichiarazioni sugli Iniziati moderni come coloro che massimamente rispettano la libertà e l’indipendenza di una persona, e che mai vorrebbero dominare, quanto piuttosto essere un consigliere e un amico. Ciò significa che le risposte sono sempre in forma di suggerimenti di possibilità e intuizioni chiarificatrici. Se si dà il giusto peso a queste dichiarazioni la terza obiezione sembra essere infondata.

Se qualcuno sostiene di essersi consultato o consultata con Rudolf Steiner e che questi gli o le ha detto che questa o quella tal cosa deve essere fatta, si può subito scartare tale messaggio, perché viola le condizioni appena citate. Un consiglio che sale dal cuore come risposta da un defunto non è mai coercitivo. Pertanto obiezioni come la terza menzionata non sono valide.

In questo modo, e forse anche in altri modi, l’opera di questa grande Guida, Iniziato di Michele, si estende e continua al di là della sua morte fisica. Se avete letto una frase di un libro di Rudolf Steiner, si ha accesso al suo essere, ma qualunque domanda poniate deve essere opportuna, e qualsiasi risposta che ritorna deve essere trattata come saggezza per uso personale e non per dirigere gli altri.

L’intero tema del contatto con i morti deve essere affrontato con un’attitudine, forse anche con mentalità scientifica. Se non si vuole considerare ciò che questa Era di Michele offre in termini di chiarezza di pensiero e di conoscenza, allora si piomba in un mondo confuso di distorsioni e falsità. Se si guarda l’intera letteratura di Rudolf Steiner, in particolare a quella apparsa dopo la prima guerra mondiale, vi accorgerete che tutto è stato dato con l’idea: fai di ciò quello che puoi. Non c’è intenzione di controllo. Ma la sua missione non è finita. Come missione di Michele, durerà almeno per tutta l’Era di Michele, cioè almeno fino a 2250 circa. C’è una storia che ho sentito raccontare da Walter Johannes Stein, uno degli allievi più brillanti di Rudolf Steiner. Da giovane, Stein si recò da Rudolf Steiner e gli disse: “Dr. Steiner, prima o poi tutti i libri diventano obsoleti. Quale dei suoi libri durerà più a lungo, e per quanto tempo durerà?” Si deve essere piuttosto sfacciati per affrontare un grande maestro in questo modo, ma Rudolf Steiner non batté ciglio, perché intuì che per Stein era una questione seria, e rispose: “La mia filosofia di attività spirituale durerà più a lungo, e durerà per 300 anni”. Ciò significa, in effetti, che durerà per tuta l’Era di Michele. Questa è solo una indicazione del fatto che la missione di Rudolf Steiner, in qualità di Ambasciatore di San Michele, è ancora in corso oggi. E questo implica che Rudolf Steiner deve essere accessibile. Ma, come un amico, agirà solo se glielo chiediamo. E tale richiesta può essere giustificata, perché anche la conoscenza completa delle sue opere pubblicate non può rispondere a tutte le domande che si presentano nel presente, in cui si sono sviluppate nuove situazioni. Così, quello che voglio dire è: è importante non dissociare l’Antroposofia dalla persona di Rudolf Steiner, ma connettersi con la sua persona, come un amico saggio e utile, nella maniera più vivente possibile.

(continua)

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