Tag: mystica aeterna

L’attività di insegnamento di Rudolf Steiner. Veracità – Continuità – Neoformazione.

Tratto dal libro di Hella Wieberger, Rudolf Steiner Verlag, Dornach, 1997, pp. 180-182.

La “messa in sonno” della cerchia di lavoro in seguito allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e la presa di posizione condizionata dalla guerra nei confronti della massoneria.

Una causa, che doveva servire l’intera umanità senza differenze di razze e d’interessi, diventa da buona a una cattiva causa, allorché viene fatta divenire la base di potenza di singoli gruppi umani.1Dalla prefazione di Rudolf Steiner al libro di Karl Heise, Entente-Freimaurerei und der Welt-Krieg, Basel 1919 ristampata in Beiträge…, n° 24-25 Ostern 1969.

Nella descrizione che Rudolf Steiner dà nella sua autobiografia circa l’istituzione conoscitivo-cultica, si può leggere che questa fu messa in sonno dall’inizio della guerra 1914-18. E ciò benché non si trattasse di una società segreta, perché sarebbe stata considerata tale lo stesso. Nel suo articolo Rudolf Steiner era un massone?, Marie Steiner riporta che gli aveva deciso allora che l’istituzione era soppressa. Come segno di ciò egli aveva strappato il documento che la riguardava. Indubbiamente egli agì così perché dall’inizio della guerra ci si poteva chiaramente rendere conto che attraverso l’intervento di certe società segrete occidentali, la massoneria era stata deviata e posta al servizio «dell’egoismo di certi popoli e dell’interesse egoistico di certi gruppi di persone», mentre all’origine essa difendeva «una causa buona e necessaria» ed era al servizio dell’intera umanità.

Egli considerava che questo abuso a profitto di scopi politici particolari era ugualmente responsabile dell’evoluzione catastrofica che viene presa dalla guerra del 1914, e la condanna fermamente. Nel corso di conferenze fatte durante gli anni del conflitto tra il 1914 e il 1918, questo tema viene abbondantemente trattato. Ci teneva molto acciocché si formasse una opinione circa i retroscena occulti che sono all’origine della guerra. Ci teneva anzitutto che si potesse sapere chiaramente a chi compete la responsabilità di tale conflitto. È per questa ragione che in risposta ad una domanda egli redasse una prefazione al libro di Karl Heise sulla Massoneria. Che quest’opera fosse buona o cattiva non è in discussione. Essa aveva almeno il merito di essere la prima a divulgare i documenti che confermavano le tendenze invocate da Rudolf Steiner.

La severa condanna delle tendenze politiche separatiste di certe società segrete occidentali non riguardava la causa massonica in quanto tale. Ciò venne confermato per esempio dal fatto che poco dopo la fine delle ostilità, Rudolf Steiner consigliò ad un membro2Johannes Geyer era allora pastore ad Amburgo, dall’autunno del 1919 insegnante alla Waldorfschule a Stoccarda. Dal 1912 appartenente alla Scuola Esoterica di Rudolf Steiner. Secondo l’abbozzo biografico in La cerchia di insegnanti attorno a Rudolf Steiner nella prima Waldorfchule, Stoccarda 1977, tenne entro le cerchie massoniche numerose conferenze sulle origini spirituali del simbolismo massonico, dal punto di vista dell’antroposofia di Rudolf Steiner e per tale motivo conquistò alti riconoscimenti. «della sua istituzione conoscitivo-cultica posta in sonno» di farsi iniziare nella Massoneria. Ciò risulta dalla sua lettera a Rudolf steiner, che porta la data del 25 febbraio 1919, nella quale si può leggere: «Ho seguito il vostro consiglio e il 13 febbraio mi sono fatto iniziare nell’ordine massonico. Sono entrato nella Federazione della Gran Loggia Madre degli Stati Prussiani denominata “Ai tre globi”, affiliato alla Loggia di San Giovanni “della roccia sul mare”, quella di cui fanno parte i nostri amici A. W. Sellin, Kurt Walther, così come Hackländer, a Wandsbeck. Spero che mi sarà possibile risvegliare poco a poco in tale cerchia un certo interesse per l’occultismo di orientamento antroposofico e di tenerlo desto. È da questo punto di vista che ho intrapreso il passo. Speriamo che la ripresa delle riunioni sia presto possibile anche nella nostra comunità occulta».

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Rudolf Steiner era massone?

Articolo di Marie Steiner apparso in Anthroposophie. Reitschrift für freies Geistesleben (Antroposofia. Rivista per la libera vita spirituale), anno XVI, aprile-giugno 1934, Stoccarda, edita da C. S. Picht.

L’opera di Rudolf Steiner mostra che nei tempi antichi sono esistiti Misteri, Iniziazioni attraverso i quali le anime umane venivano elevate a partecipare alla vita spirituale. A queste giungevano gl’impulsi che nei loro effetti riconducevano alle grandi civiltà dell’antichità a noi divenute note. Nei Misteri veniva coltivato il sapere occulto, la scienza dello spirito, che in quelle epoche era in alta fioritura ed aveva come espressione esteriore le religioni politeistiche. I consiglieri dei re e le grandi personalità guida destinate alla formazione delle nuove civiltà provenivano da essi. All’interno del divenire, dello scomparire, dello scontrarsi dei popoli i loro tesori di sapienza formavano il vincolo unificante. Le conquiste di ogni civiltà vennero custodite ed accolte per il progresso dell’umanità ed arricchite di generazione in generazione. Formarono una seconda corrente accanto a quella che fluiva in forma immediata dalle sorgenti spirituali, ma che per la coscienza della maggioranza degli uomini si oscurò nella stessa misura in cui il sapere delle cose fisiche guadagnò in estensione e in precisione. L’anima smarrì il ricordo della sua origine. Giunse l’epoca in cui non solo un singolo popolo bensì l’intera umanità sarebbe arrivata alla decadenza se non si fosse compiuto l’evento del Cristo.

Descrivere in tutta la sua ampiezza il significato dell’evento del Cristo per la rivivificazione dell’umanità è la missione alla quale Rudolf Steiner ha votato la sua vita. A tale scopo egli dovette ricorrere a tutto il sapere che l’umanità si era conquistato fino all’epoca attuale, e gettar luce in tutti i campi del sapere, in quelli manifesti ed anche in quelli occulti. A quello occulto appartenevano gli antichi tramontati Misteri: in questo caso dovevano essere rimosse, in senso simbolico, le macerie sotto le quali essi giacevano, così come fanno gli archeologi nei luoghi degli antichi templi sepolti. Ma prima di tutto era importante quello che come sostanza vivente vegetava nel sapere dei Misteri poggiante sull’antica tradizione, ma sempre più irrigidito e decadente nei suoi rappresentanti umani. Senza una rivivificazione attraverso l’impulso cristico, senza la comprensione per il massimo dei Misteri, l’antica sapienza, nel corso del tempo, poteva indurre in travisamenti.

Attraverso la scienza dello spirito, da lui fondata filosoficamente e sviluppata organicamente, Rudolf Steiner aveva un’ampia visione di questi nessi. Perciò considerò suo dovere nella nostra epoca nei casi in cui da determinate cerchie le quali – in modo tradizionale o sulla base di una nuova iniziativa – coltivavano l’antico sapere, gli venne rivolto l’invito a render loro accessibile il suo sapere, non respingere questa richiesta bensì di esaminarla. Egli non ricercò mai tali cerchie, ma allorché lo pregarono per ricevere da lui illuminazione e insegnamento, non si rifiutò di concederle loro.

Dapprima respinse con decisione gli sforzi di rappresentanti della Società Teosofica, che lo avrebbero visto volentieri nelle loro file, giacché la Società Teosofica lavorava in direzione unilateralmente orientaleggiante ed in molti casi si muoveva in un elemento scientifico dilettantesco o psichico fenomenalistico. Ma in modo particolare mancavano ad essa le basi per la conoscenza del vero esoterismo cristiano. Solo allorché i teosofi tedeschi vollero fondare una Sezione autonoma sotto la sua direzione e quindi anche sulla base dell’esoterismo occidentale cristiano, sentì l’obbligo di non sottrarsi a questa richiesta.

Quando, dopo una serie di anni, la successiva presidentessa della Società Teosofica, Annie Besant, tentò di ostacolare questo operare per un cristianesimo vivente, ne conseguì la scissione e la fondazione della Società Antroposofica. I particolari di questo avvenimento vennero descritti da Rudolf Steiner nella sua autobiografia La mia vita.

L’altra proposta proveniva dalla parte che coltiva in modo tradizionale l’esoterismo medievale cristiano sulla base dell’antica sapienza dei Misteri. Questa dà valore al fatto che la sua continuità storica risale alle epoche in cui il sapere occulto veniva coltivato negli antichi templi egizi. Nelle loro numerose diramazioni sorte nei secoli, poi, queste cerchie hanno accolto dalle più diverse correnti mistiche ciò che sembrava loro corrispondente ed impulsante lo spirito, in modo particolare attraverso gl’impulsi delle crociate, delle corporazioni dei costruttori e così via. Esse si conservarono, sotto diverse denominazioni, come associazioni di liberi muratori, come Ordine degli Illuminati, ecc. Ma nel corso del tempo esse, nella loro maggioranza, si allontanarono sempre più dal loro sapere originario e dai loro scopi originari, caddero poi nel razionalismo e spesso nell’ateismo e divennero gradualmente associazioni che servivano in pare a fare della politica, in parte a scopi affaristici, in parte a fare della beneficenza. Sempre maggiore diventava la delusione (disillusione, NdT) di coloro che si erano fatti iniziare in quelle associazioni per conseguire in esse la conoscenza dello Spirito. Sempre più tali delusi si rivolgevano a Rudolf Steiner per dirgli che solo adesso attraverso la sua scienza dello Spirito rappresentata pubblicamente avrebbero trovato l’accesso a ciò che si occultava dietro i simboli, che altrimenti nessuno di loro avrebbe compreso. Molti denunciavano il fatto che veniva servita la menzogna, perché venivano recitate formule tradizionali che esprimevano la fede in uno spirito divino, – ma, con tutto ciò, ci si poneva di fronte a questi contenuti in maniera completamente scettica. E si poteva incontrare un grande anelito a conoscere qualcosa della serietà che un tempo doveva essere collegata con gli antichi usi cultici. La massoneria si mostrava come una decadente corrente del passato, il cui organismo esteriore poteva essere afferrato da Potenze Ostacolatrici, ed in larga misura era addirittura già così.

Ma quel che in questi millenni di antichi sforzi era stato accolto come verità, il suo contenuto spirituale, che davvero non doveva essere ucciso, poteva e doveva servire ulteriormente, informa mutata, al rinnovamento dell’umanità. Questo fu il compito di fronte al quale si vede posto Rudolf Steiner , allorché gli venne fatta da quelle cerchie la proposta di fondare un’organizzazione autonoma attraverso un collegamento storico-legale documentato. Questa proposta venne avanzata da una persona di anelito spirituale, che aveva raggiunta la convinzione che Rudolf Steiner conoscesse delle cose spirituali più di tutti loro messi insieme. Poi la proposta venne avanzata ufficialmente da una parte, che aveva pensato certamente a vantaggi pratici e che di fronte ai punti di vista spirituali aveva una posizione altamente indifferente. Non era compito di Rudolf Steiner grufolare nel passato di questa persona, ma non era nemmeno sua intenzione collegarsi proprio con lui. Indegni del loro ufficio si dimostrano sovente non solo i rappresentanti titolati di società occulte, ma anche quelli di istituzioni ecclesiastiche ed altre. Ora, che -come risulta dai loro scritti – i diversi Ordini massonici non si riconoscano reciprocamente, è un fatto che essi hanno in comune anche con altre istituzioni umane, ed investigarlo è un fatto che richiede molto tempo e fatica ed anche acume giuridico. Ma Rudolf Steiner doveva tenere conto di ciò che per ogni rappresentante di verità spirituali è d’importanza decisiva: il collegamento storico ad un’antica, degna corrente spirituale, anche se trasformatasi, nel corso dei tempi, nelle forme, per proteggere questa, nella misura della possibilità dalla decadenza. Se gli consentiva, il suo contenuto di verità poteva essere risvegliato a nuova vita e, corrispondentemente alle forze conoscitive dell’epoca, essere reso utilizzabile per il progresso dell’umanità. Gli antichi simboli potevano nuovamente rivivere nel linguaggio dell’anima cosciente, afferrare l’intera umanità nelle possibilità di rivelazione dell’arte.

Rudolf Steiner pose una condizione. Egli avrebbe compiuto il collegamento storico-legale all’interno del grado e gli era stato offerto, attraverso il quale gli veniva permesso di proseguire autonomamente il lavoro, – ma con ciò dovevano essere esauriti tutti i collegamenti. Non doveva essere avanzata alcun’altra pretesa, né di cooperazione, né di relazioni umane, o sociali, o organizzative. Non doveva essere compiuta nient’altro che una formalità esteriore, non obbligante in alcun modo, non doveva aver luogo nessun lavoro in comune! – La cerchia neofondata, completamente indipendente, che veniva reclutata tra teosofi tali che avessero l’anelito ad approcciare l’esoterismo occidentale anche in questo modo, venne familiarizzata con gli antichi simboli, dapprima nel loro significato in forma di immagine, poi sempre più secondo l’essenza interiore, fino al punto da essere elaborati coscientemente. Vennero così strappati dalla crepuscolare sensazione mistica e resi accessibili alla vita artistica e scientifica. Quando scoppiò la guerra, nell’agosto del 1914, Rudolf Steiner dichiarò sciolta la cerchia operativa così fondata, che si era riunita sotto il nome di “Mystica Aeterna” , e come segno di ciò lacerò il documento relativo a questa.1Chiunque si addentri nella letteratura massonica e per il quale si tratti di avere a che fare con la verità, dovrebbe accorgersi pure che Rudolf Steiner non vi viene assolutamente mai citato (escludendo completamente le confutazioni dirette), e come pure i suoi scritti sono rappresentati nella grande Bibliographie der freimaurerische Literatur, che con 54320 voci riunisce l’intero fondo delle biblioteche delle logge massoniche, solo con tre esemplari casuali (su più di 200 pubblicazioni in forma di libro!) – Così una conoscenza “esperita” dovrebbe constatare come molte denominazioni come Misraim, Memphis, O.T.O. (Ordo Templi Orientis) [Cfr. “Riferimenti singoli” sotto “massoneria egiziana”] e simili, che il sunnominato documento enumera e che per Rudolf Steiner erano involucri svuotati della loro essenza, da lungo tempo sono diventati mero nome. Non ci si è mai più riuniti in questa forma.

Con ciò è dichiaratamente chiaramente spiegato ciò che sta alla base del fatto apparentemente contraddittorio: che da taluni si afferma che Rudolf Steiner sia stato un massone degli Altri Gradi, da altri che egli non abbia mai appartenuto alla massoneria. Effettivamente, Rudolf Steiner non ebbe mai un rapporto con l’Ordine dei Liberi Muratori. Di fronte a queste comunità egli rimase completamente estraneo e viene addirittura aspramente combattuto da esse, poiché sin dall’inizio della sua attività teosofico-antroposofica egli svelò nel suo insegnamento ciò che quelli consideravano i loro segreti, che danno ad essi autorevolezza e importanza. Egli disvela il sapere esoterico, perché l’umanità ne ha bisogno, perché è una necessità del tempo. Ma al tempo stesso egli dischiude la comprensione per esso. Per riempire di nuova vita gli antichi simboli, in maniera giustificata entro una cerchia operativa ricollegantesi alla corrente storica e formalmente costituita, egli stipulò un contratto esteriore e rimase completamente in disparte rispetto a rapporti con qualsiasi fratello massone. Così in termini di massone degli Alti Gradi, con il quale i nemici volentieri l’accusano da quando non è più loro possibile spacciarlo per ebreo, è de facto ingannevole. Non stando Rudolf Steiner assolutamente in nessun rapporto con qualsivoglia ordine massonico, ma dovendo questa denominazione destare l’apparenza come di avere appartenuto a queste organizzazioni, con essa si mira ad un inganno agitatorio. Con questo inganno deve essere raggiunto lo scopo che gli uomini non riflettano a fondo sulla Scienza dello Spirito fondata e sviluppata da Rudolf Steiner. Infatti se facessero ciò, allora sarebbe subito palese il contrario del massonismo. Partendo dalla conoscenza che l’odierna costituzione animica degli uomini non può più acconsentire alla segretezza e che l’occulto deve diventare palese, egli insegnò la sua Scienza dello Spirito del tutto pubblicamente.

In essa ha reso possibile una vera comprensione del Cristianesimo e ha dato la via e il metodo con il quale l’uomo attuale può adempiere ai suoi doveri nella vita, mediante una conoscenza dei fatti spirituali. Sarà di decisiva importanza per il destino delle prossime epoche, come questa Scienza dello Spirito, che non viene coltivata in cerchie segrete e con finalità di potenza politica, ma in modo pienamente pubblico, trovi accoglienza nella coscienza del presente.

Marie Steiner
n. von Sivers

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Sulle tre parole: saggezza, bellezza e forza

Sulle tre parole: saggezza, bellezza e forza

Questi appunti sono stati redatti da partecipanti alle lezioni della cosiddetta “sezione cultico-conoscitiva” (nota anche come Mystica Aeterna) della scuola esoterica che Rudolf Steiner tenne dal 1904 al 1914, quando era già Segretario della sezione tedesca della Società Teosofica. Tali lezioni si protrassero anche dopo aver lasciato tale incarico, per venire poi sospese definitivamente nel 1914. Tale sezione si occupava sostanzialmente di ritualità massonica, non solo studiata, ma anche agita e praticata, in quanto molti dei teosofi tedeschi della prima ora erano anche massoni. Gli stessi poi, nel 1913, seguirono Steiner nella neonata Società Antroposofica, dove il culto cognitivo proseguì fino alla chiusura di cui si è già detto.

Dalla conferenza del 2 gennaio 1906, a Berlino

Se cercate di approfondire le vostre conoscenze sulla cultura moderna, vi accorgerete che essa si scinde in tre ambiti: l’ambito della saggezza, l’ambito della bellezza e l’ambito della forza. In queste tre parole, di fatto, è racchiuso l’intero campo della cultura spirituale. Perciò vengono anche dette “i tre pilastri della cultura umana”. Sono la stessa cosa dei tre re nella Fiaba del serpente e della bella Lilia di Goethe: il re d’oro, il re d’argento e il re di ferro. È per questo motivo che la massoneria viene chiamata “l’arte reale”. Al giorno d’oggi questi ambiti culturali sono separati l’uno dall’altro. La saggezza in sostanza è contenuta in quella che chiamiamo “scienza”; la bellezza sostanzialmente si incarna in quella che chiamiamo “arte”; e quella che, per dirla coi massoni, viene chiamata “forza” risiede nella convivenza sociale articolata, organizzata, degli uomini nello Stato. Tutto questo il massone lo riassume come rapporto della volontà con questi tre ambiti: saggezza, bellezza, forza.

(…) Quando chi ne capisce veramente qualcosa parla di questi ideali, si riferisce a qualcosa di assolutamente preciso; a qualcosa di tanto preciso, da comportarsi nei confronti degli avvenimenti che accadranno nei secoli venturi nello stesso modo in cui il pensiero di un costruttore edile che costruisce una fabbrica si comporta nei confronti di questa fabbrica dopo averla costruita.

Dalla lezione di Natale 1911, a Hannover

Saggezza, bellezza e forza in realtà esistono solo nel mondo spirituale, quaggiù ce n’è solo il riflesso. Chi pronuncia le parole saggezza, bellezzaforza dovrebbe rammentarsi del fatto che sta pronunciando una professione di fede. Pronunciando la parola saggezza, dice: «Io credo in un mondo astrale»; pronunciando la parola bellezza, dice: «Io credo in un devachan inferiore»; pronunciando la parola forza, dice: «Io credo in un devachan superiore». Quaggiù, il riflesso terreno della saggezza è la verità, il riflesso terreno della bellezza è la devozione, e il riflesso terreno della forza è la virtù.

Dalla lezione dì Natale 1911,a Hannover, appunti di diversa mano

In tutti i siti misterici l’allievo pronunciava queste parole come sua professione di fede: saggezza – bellezza – forza.

Dalla lezione tenuta a Hannover a Natale 1911

Dovremmo sapere, sentire, fra le pareti del nostro tempio, che con questi simboli che ci circondano fluiscono su di noi le forze dei saggi maestri d’Oriente. Innalzando lo sguardo verso coloro che hanno guidato tutta l’evoluzione umana fin dai primordi cosmici, attraverso l’evoluzione di Saturno, Sole, Luna fino allo sviluppo della Terra, fino al momento attuale del tempo in cui ci troviamo, ci volgiamo in preghiera, implorando aiuto per la nostra attuale evoluzione, a coloro che chiamiamo “fratelli del passato”. E preghiamo dunque: “Fratelli del passato…”. Innalzando lo sguardo verso coloro che ci guidano spiritualmente nel presente, preghiamo: “Fratelli del presente…”. E a coloro che in futuro saranno le guide dell’umanità, ci rivolgiamo come ai “fratelli del futuro…” guida dei nostri fratelli maggiori, la guida di coloro che vivono fra noi e che hanno raggiunto un livello che tutti voi raggiungerete in un tempo successivo. Li chiamiamo fratelli maggiori per il fatto che, precorrendo l’evoluzione generale, essi hanno raggiunto prima questo elevato punto d’osservazione: dunque la certezza del nocciolo eterno dell’essere, il risveglio dello stesso, in modo tale che l’uomo possa vedere l’eterno così come l’uomo ordinario vede il mondo dei sensi. Per riuscirci, egli deve emulare i fratelli maggiori, che vivono ovunque in mezzo a noi. Questi fratelli maggiori o maestri, le grandi guide dell’umanità, sono sempre stati essi stessi le guide supreme e i direttori supremi della sublime saggezza occulta, grazie alla quale l’uomo diventa consapevole del proprio nocciolo eterno dell’essere.

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