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Culti Misterici: dell’origine ed evoluzione – IV parte

Nell’Antica Grecia i culti misterici erano di due tipi fondamentali, quelli che miravano a educare l’uomo verso la direzione spirituale dell’universo e quelli che si occupavano di indagare i segreti della natura. I primi erano i cosiddetti Misteri del Padre, mentre i secondi erano detti i Misteri della Madre. Sorsero poi dei culti misterici nei quali questi due campi di conoscenza venivano assommati al massimo grado, ed erano i cosiddetti Misteri Ctonici (da Χθονίη, Ctonie, ovvero Sotterra, dall’aggettivo greco χθόνιος che significa sotterraneo). In questi culti veniva contemplato come massimo mistero il fatto che l’uomo, pur portando in sé molti elementi metallici, come ferro, sodio, magnesio e così via, non può sopportare nel suo corpo la presenza in dosi analoghe di altri metalli come il piombo, l’oro, l’argento, il mercurio, lo stagno e il rame.

Questo fatto veniva portato al massimo grado di contemplazione, come cioè i metalli sopracitati, che sono anche legati ai pianeti formatisi nell’evoluzione cosmica, siano presenti nelle viscere della Terra nella loro forma minerale, ma siano del tutto assenti all’interno del corpo umano. Questo Mistero dei Metalli, che non vuole essere qui trattato, è ancora molto attuale, ed è ad esso che Goethe allude, nella enigmatica scena della “discesa alle Madri”, in cui Mefistofele offre a Faust le chiavi per accedere al mondo infero. Basti per ora sapere che è in stretta relazione con quanto accennato su Medea e i Misteri della Colchide.

Tutti i filosofi, come già stato accennato, erano degli iniziati a uno o più Misteri, e così fu anche per Platone e il suo maestro Socrate, come possiamo constatare leggendo il Fedone. Platone ha il compito di formare nella sua Accademia il giovane Aristotele, e a egli disvela tutto il suo sapere exoterico e esoterico. Ma ciò che accade nel passaggio evolutivo dall’uno all’altro, viene riportato nei libri di storia come una sorta di litigio. In questo fatto storico dobbiamo invece scorgere il necessario percorso che avrebbe dovuto portare alla apertura necessaria, nelle coscienze degli uomini, affinché potesse venir meglio compreso il Mistero del Golgota, che qualche secolo dopo avrebbe fatto irruzione sul piano storico.

Ciò che oggi è a noi noto degli insegnamenti di Aristotele è ciò che è passato per bocca del suo allievo Teofrasto, ed è il corpo degli insegnamenti logico-razionali che costituisce il fondamento di tutto il pensiero scientifico moderno, da Tommaso d’Aquino a Galileo, fino ad alcune teorie della fisica moderna. Il restante corpo di insegnamenti tradizionali fu trasmesso invece al giovane Alessandro Magno, che ripercorse con le sue conquiste militari, non a caso!, in senso inverso le epoche evolutive culturali post-atlantiche: Egitto, Persia fino all’India, fondando dodici città, tutte con il suo nome. L’insegnamento che Alessandro porta con sé è quello aristotelico di ispirazione eleusina, ed è strettamente legato alla conoscenza dei metalli, e che ritroveremo, molti secoli dopo e in forma molto attenuata, ad esempio nella Kabbalah ebraica e nell’esoterismo islamico Sufi.

Questo percorso estremamente sintetizzato delle due principali correnti conoscitive, lo sviluppo dell’intelletto razionale e la conoscenza occulta della natura, si sviluppa separato grazie anche al fiorire, sul piano storico, del Cristianesimo romano-petrino, che agevola, facendo proprio l’assunto di Tommaso per cui tra verità di ragione e di fede, quest’ultima ha sempre e inequivocabilmente il sopravvento, la separazione tra scienza in senso materialistico e conoscenza soprasensibile, in senso esteso. Anche il tentativo del già citato Ordine dei Cavalieri Templari di riunificare “l’altro” Aristotele, andando in Oriente a recuperare ciò che ne era sopravvissuto nell’Alchimia, non riesce a riconciliare quella visione misterica della conoscenza.

Il percorso dell’umanità in un certo senso era segnato: si doveva avere massimamente sviluppato lo strato di base della facoltà pensante dell’uomo, ossia l’intelletto, compito che fu fatto proprio, ad esempio, dalle correnti misteriche del Nord, che non si voglio qui descrivere ulteriormente.

Oggi però le condizioni sono favorevoli affinché il Mistero del Logos, anticamente contemplato negli Oracoli cosmici e che ha fatto irruzione sul piano storico, possa venire ricompreso alla luce di un pensiero rigenerato. Uomini come Goethe parlano di questa nuova facoltà immaginativa del pensare, uomini come Rudolf Steiner indicano una via possibile all’umanità di questa epoca perché ciò venga conseguito.

Bibliografia Essenziale

  • I Misteri di Eleusi, Victor Magnien, Edizioni di Ar
  • Le Metamorfosi (o l’asino d’oro), Lucio Apuleio, Ed. BUR
  • La filosofia occulta, Cornelio Agrippa, Ed. Mediterranee
  • Aspetti dei misteri antichi, Rudolf Steiner, GA232, Ed. Antroposofica
  • La Scienza Occulta nelle sue linee generali, Rudolf Steiner, GA13, Ed. Antroposofica
  • Il Cristianesimo come fatto mistico, Rudolf Steiner, GA8, Ed. Antroposofica
  • L’Iniziazione ovvero Come si conseguono le conoscenze dei mondi superiori?, GA10, Ed. Antroposofica
  • Teogonia, Esiodo, Ed. BUR

Spunti per un’ulteriore ricerca

  • Cronaca dell’Akasha, Rudolf Steiner, GA11, Ed. Antroposofica
  • La Dottrina Segreta, Helena P. Blavatsky, Ed. Teosofiche Italiane
  • Iside Svelata, Helena P. Blavatsky, Ed. Teosofiche Italiane
  • Timeo, Platone
  • Natura e scopi della Massoneria, Rudolf Steiner, GA13, Ed. Antroposofica
  • I Manichei, Rudolf Steiner, GA03, Ed. Antroposofica

 

Culti Misterici: dell’origine ed evoluzione – III parte

Origine dei Culti Misterici

Particolare del secondo Goetheanum (evoluzione dei culti misterici)

Particolare del secondo Goetheanum

L’antica saggezza dei culti misterici può esser paragonata a una pianta da appartamento, che richiede di essere coltivata e curata solo con determinate dosi di acqua e con luce e temperatura adeguate alla sua struttura. Chi la esponesse all’aria aperta, ai raggi diretti del sole, non farebbe altro che accelerarne il processo di appassimento. Esponendo quella saggezza ai criteri del pensiero scientifico dominante non si otterrebbe altro che una conoscenza avvizzita e sterile, pertanto è necessario accostarsi a essa sia con uno stato d’animo scevro da pregiudizi, che con una forma di indagine che attinga alle vere cause spirituali che stanno dietro ai fenomeni che si manifestano sul piano materiale.

Gli iniziati infatti riconoscono che, dietro a ciò che considerano lo scopo più alto del proprio percorso, e cioè le risposte agli enigmi dell’esistenza, stanno cause ed esseri di natura esclusivamente spirituale, la cui ricerca diventa vicenda intima della persona, e la cui conoscenza dipende pertanto solo dallo stato d’animo con cui ci si accosta ad essi. Se qui, in questo momento si presentasse una divinità, questo potrebbe non significare molto. Quello che essa è per se stessa e che ha da dire potrebbe non toccarci, se non si entra nella disposizione d’animo mirabilmente esemplificata dal monito impresso sul tempio di Delfi: “Conosci te stesso!”. Questo infatti è il saluto che il mondo dello spirito rivolge ad ogni uomo libero e di buoni costumi, al quale, come riferisce Plutarco,1Plutarco, La E di Delfi, 17, Ed. Bompiani viene chiesto solo di riconoscere la divinità rispondendo: “Tu sei!”.

Da questa disposizione dell’anima è possibile sviluppare una conoscenza chiaroveggente, che porta l’uomo a percepire l’elemento spirituale che è divenuto sostanza materiale alla stessa maniera in cui, con l’educazione scientifica, ci è oggi possibile intuire il processo di condensazione che trasforma l’acqua in ghiaccio. Tale facoltà è stata da sempre in possesso dei grandi iniziati, che in varie forme, adatte all’epoca in cui sono vissuti, hanno comunicato agli uomini le verità essenziali. Tra queste comunicazioni, ho voluto scegliere quelle di Rudolf Steiner, poiché è colui che per primo nell’epoca contemporanea ha detto che ad ogni uomo è data la possibilità di conseguire ciò che egli stesso ha comunicato riguardo al mondo dello Spirito, e che ne ha indicato una via percorribile, adeguata al livello attuale di evoluzione.

L’uomo è infatti un essere in evoluzione, così come lo è l’organismo Terra, su cui egli vive. Per trovare le origini degli Antichi Misteri è necessario ripercorre a ritroso l’evoluzione di tale organismo fino al punto in cui l’indagine chiaroveggente, che in tante scuole iniziatiche viene chiamata Scienza Occulta, si arresta a una condizione planetaria primigenia chiamata incarnazione di Saturno o Antico Saturno. Si noti la concordanza con molti miti cosmogonici, ad esempio quelli greci, che pongono l’origine del mondo nella ribellione del titano Crono al padre Urano, divinità generata del tutto simile a sé dalla Madre Terra Gaia, colei che d’improvviso sorse dal Caos primigenio.2cfr. Esiodo, Teogonia, Ed. BUR

Questa remota epoca evolutiva è quella in cui, con la collaborazione di Gerarchie Spirituali note nell’esoterismo cristiano con il nome di Dominazioni, Troni e Virtù, si ha la costituzione di ciò che oggi forma la parte più antica e meglio evoluta che l’uomo possiede: il corpo fisico. Il processo che avviene nelle varie sotto-epoche evolutive di Saturno può essere associato immaginativamente all’azione del fuoco, che costituisce il nucleo dell’essere uomo e che viene riferito con il termine di corpo di calore. Il grado di coscienza che l’essere-uomo possiede in questa epoca è molto simile a quello dell’attuale regno minerale.

Ad essa segue una successiva incarnazione planetaria, o evoluzione, chiamata Antico Sole durante la quale l’entità umana già delineata in germe, è chiamata a salire ad un grado di coscienza superiore, molto simile a quella attuale del sonno senza sogni, durante il quale la coscienza ordinaria è sì sopita, ma si svolgono pur sempre i processi vitali del corpo fisico. In questa narrazione molto sintetica di fatti puramente spirituali è importante tenere conto che nella Scienza Occulta non esiste il concetto di incoscienza, poiché nel cosmo tutto è cosciente, sebbene si manifesti a differenti gradi. In questo stadio solare si mettono all’opera altre Gerarchie, che già avevano operato sul finire dell’epoca saturnia, che conferiscono all’uomo un corpo vitale, o eterico, che è la sede di tutti i processi di accrescimento o deperimento. La coscienza che si consegue in questa fase è del tutto simile a quella che caratterizza l’attuale regno vegetale. Essa può essere accostata in senso immaginativo all’elemento aria.

Il progetto uomo è però già delineato in tutto e per tutto, pertanto a questa fase è necessario che segua una incarnazione chiamata Antica Luna, durante la quale l’essere uomo consegue un grado di condensazione ulteriore, che può paragonarsi a quello liquido dei nostri giorni, al quale si da il nome di acqua. Questo è necessario affinché la sostanza astrale possa permeare il corpo umano che si sta evolvendo, e imprima in esso i primi germi di una vita dell’anima. Il grado di coscienza che questo antenato dell’uomo acquisisce è paragonabile a quello del sonno con sogni, durante il quale si svolge una vita di immagini e sentimenti.

Anche questa epoca si compie e si trasforma nell’attuale epoca evolutiva, che si chiama simbolicamente terra, e che corrisponde all’attuale pianeta-organismo Terra. Tutto nel cosmo, uomo e pianeti, è un insieme di fuoco, aria e acqua, al quale manca un importante gradino che è l’autocoscienza. È in questa epoca che si sviluppano i primi germi di un’oscura autocoscienza, o io oscuro, a cui si riferisce il mito di Prometeo, che accende tale fiamma nell’uomo.

Nascono o vanno a compimento, in quanto già seminati nelle precedenti epoche evolutive, tutti gli elementi che contraddistinguono l’attuale evoluzione dell’organizzazione dell’Io umano, e che non si vuole trattare in questa tavola, ma semplicemente elencare: i processi di riproduzione autonoma del corpo fisico, l’ereditarietà, le percezioni sensoriali il senso di paura, la malattia, la morte, il karma umano, e tutte quelle caratteristiche che le discipline scientifiche finora note hanno analizzato e cercano di analizzare con i metodi della conoscenza materialistica.

A questo punto è necessario tenere conto di alcuni fatti finora non elencati, il primo dei quali è che in questo processo evolutivo sommariamente descritto, alcune entità non si sono adeguatamente evolute fino al grado richiesto da ogni singolo periodo percorso, ovvero sono semplicemente rimaste indietro. Il secondo è che l’inizio di ogni fase evolutiva è contraddistinto nella ripetizione, possiamo dire più veloce, di tutti i fatti evolutivi salienti delle fasi precedenti. L’ultimo, ma non meno importante, è che da ogni fase planetaria ne è sorto come aspetto esteriore, la nascita di un nuovo corpo celeste fisico. Così l’attuale pianeta Saturno nasce dal distacco di un corpo celeste adeguato ad ospitare gli esseri in “ritardo evolutivo” durante la fase di Antico Sole, l’attuale Sole nasce dall’Antica Luna e l’attuale Luna nasce dalla separazione durante l’attuale epoca terrestre.

Altri corpi celesti all’origine dell’attuale nacquero per la stessa esigenza di ospitare le anime che, mano a mano che procedeva l’evoluzione dell’uomo sulla terra, non erano in grado di parteciparvi appieno. Fu così che nacquero i cosiddetti uomini di Giove, uomini di Marte, uomini di Mercurio e uomini di Venere, a fianco degli uomini di Saturno, uomini del Sole e uomini della Luna.

Una volta completato il quadro evolutivo dei pianeti atti ad ospitare i vari livelli evolutivi umani, viene offerta ad un gruppo scelto di uomini del periodo atlantico,3cfr. Rudolf Steiner, Cronaca dell’Akasha, Ed. Antroposofica e sul mito di Atlantide Platone, Timeo, Ed. Bompiani così come viene chiamata una antica fase evolutiva attraversata dall’attuale incarnazione della Terra, una possibilità speciale, ossia di non immergersi completamente nel mondo dei sensi. I sensi, infatti, sebbene rappresentino un mezzo per sviluppare la conoscenza delle cose terrene più velocemente, inducono l’uomo nell’errore. L’intento di questi uomini, era invece quello di allontanare quanto più possibile l’errore dalle proprie rappresentazioni e approfondire al contempo i fenomeni dell’universo, al fine di rintracciare le intenzioni originarie delle entità spirituali.

Tali uomini erano degli “iniziati” in un senso davvero originario e primitivo, poiché ad essi fu svelato il compito e la missione del sublime Essere Solare che guida il cosmo da quando il Sole si è distaccato dalla Terra, durante l’incarnazione come Antica Luna. L’Essere che questi uomini poterono contemplare, è il medesimo che più tardi fu chiamato con diversi nomi e che agli uomini attuali si presenta come il Cristo. Tuttavia neppure questi Iniziati potevano entrare in contatto diretto con l’Essere Solare, ma potevano almeno contemplarne il riflesso. Questi uomini divennero così le guide per il resto dell’umanità, comunicando i segreti di cui erano venuti a conoscenza e istruendo a loro volta alcuni discepoli, ai quali insegnarono la via che conduce all’iniziazione.

Questi uomini coltivavano il loro misterioso sapere e le discipline che vi conducevano, in una località speciale, alla quale si può dare il nome di Oracolo del Cristo o del Sole. Con questo termine “oracolo” si intende indicare un luogo dove vengono svelate agli iniziati, le intenzioni delle entità spirituali. Altri oracoli sorsero in seguito, per opera degli uomini di Saturno, Marte e Giove e si formarono dei seguaci della saggezza di Saturno, di Giove e di Marte.

Oltre a questi metodi di iniziazione, ne sorsero altri per quegli uomini che non erano in grado di elevarsi fino alla rivelazione profetica del Cristo, ma potevano comunque ricevere la rivelazione di altre entità elevate. Alcuni gruppi stabilirono la loro dimora sul pianeta Venere, che si era staccato dal Sole, dopo che questo si era scisso dalla Terra. Lo stesso processo si verificò per lo spirito che guidava il pianeta Mercurio, nei riguardi di un altro gruppo di uomini. Si costituirono così anche gli oracoli di Venere e di Mercurio.

Queste sedi di Oracoli, in particolare quella del Sole, furono molto importanti per ciò che avvenne dopo la distruzione di Atlantide, poiché fu da lì che ripartì il processo di rielaborazione di quanto conquistato nella sottoepoca atlantidea, in virtù di quanto sopra accennato sulla ripetizione delle fasi evolutive. A questo punto è bene accennare anche al fatto che la Scienza Occulta individua per ogni incarnazione planetaria sette cosiddette epoche evolutive, ognuna delle quali è costituita da sette epoche culturali. Nel nostro tempo attuale siamo nella epoca post-atlandidea, che è la quinta a svolgersi nell’attuale incarnazione planetaria, e i periodi culturali che si sono già svolti sono il cosiddetto indiano, poi il persiano, l’egizio-caldaico, il greco-romano e l’attuale in cui stiamo vivendo, che viene fatto iniziare nel1413, incorrispondenza del rogo in cui venne ucciso il Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri Templari, Jacques de Molay.

A seguito dell’inabissamento del continente atlantico, l’umanità si sparse per il resto dei continenti, e conservava in proporzioni diverse, dei residui dell’antico stato di coscienza e aveva perciò ancora esperienza diretta del mondo soprasensibile. Gli iniziati dell’Oracolo del Cristo, erano invece uomini dall’intelletto molto sviluppato, che paradossalmente avevano meno esperienza nel campo soprasensibile di tutti gli altri uomini di quel periodo. L’entità che li guidava si stabilì in una zona dell’Asia, corrispondente pressappoco all’attuale India, con lo scopo, per quanto possibile, di sottrarre questi uomini speciali al contatto con gli altri uomini meno progrediti nell’evoluzione intellettuale, ma pur sempre memori, a gradi differenzi, dell’antica facoltà chiaroveggente soprasensibile.

Si costituì così un gruppo di uomini, i quali avevano accolto nel loro cuore gli impulsi emanati dai Misteri dell’iniziazione del Cristo. Da questo gruppo l’entità che li guidava scelse sette uomini, che formò come successori degli antichi Oracoli del Cristo, di Saturno, di Giove, ecc. Questi sette iniziati divennero così le guide di quegli uomini che sono noti come i Sette Saggi Rishi, di cui troviamo traccia nei Veda indiani.

Da quel centro propulsore si irradiò tutta la conoscenza del mondo, che doveva ritornare a fluire filtrata dalle altissime qualità intellettuali di quei sette Maestri, affinché l’intera umanità potesse sviluppare questa nuova facoltà, a discapito della perdita della conoscenza chiaroveggente. È importante tenere a mente il luogo, l’India, poiché esso tornerà di nuovo nelle imprese di un uomo fondamentale per lo sviluppo di questa facoltà, e cioè Alessandro Magno.

Le sottoepoche culturali successive, svilupparono ora questo ora quel culto che i Sette Saggi tramandarono, così vediamo il fiorire di un culto Solare, legato alla divinità di Ahura Mazda nell’Antica Persia, il cui nome significa “Spirito che crea con il pensiero”, o i culti di Iside (Luna) e Osiride (Sole) nell’Antico Egitto, fino all’Antica Grecia, dove nel politeismo mitologico ritroviamo le divinità planetarie e i Misteri ad essa associati.

Note   [ + ]

Culti Misterici: dell’origine ed evoluzione – II parte

Culti Misterici e Iniziazione

L’anelito che ha spinto tanti uomini del passato a chiedere di essere ammessi ai Misteri, aveva come primo obiettivo ricevere l’iniziazione. Soffermiamoci un attimo sui termini mistero e iniziazione.

Per noi, oggi, mistero vuol dire qualcosa che non si capisce. La parola invece viene dal verbo greco mueo (myeō), che si usava, ad esempio, per descrivere le ferite quando si rimarginano, e in generale tutto ciò che si chiude. Successivamente assume il significato di indicare l’atteggiamento di chi chiude la bocca, per non essere costretto a parlare, ovvero non rispondere. Questo indica non tanto la incomprensibilità di una cosa (significato che diamo noi oggi), bensì il non volerne parlare, l’atto appunto chiudere la bocca nel momento stesso in cui la si vorrebbe aprire. Il mistero è tale perché deve restare segreto.

Consideriamo per un momento l’atto di chiudere la bocca nell’attimo in cui, invece, si vorrebbe parlare. In esso possiamo scorgere la volontà che prende il sopravvento sulle passioni dell’anima che inducono a parlare. La parola è duplice, e si distingue in interiore e proferita. Quella interiore è “la concezione dello spirito e movimento dell’anima[1], mentre quella proferita è un legame tra colui che parla e colui che ascolta. Le parole hanno un grande potere, tanto maggiore “quanto meglio esprimono e rappresentano le cose più grandi, cioè le intellettuali, le celesti e le soprannaturali” e astenersi dal proferirle, a maggior ragione quando esse riguardano la conoscenza occulta, specialmente davanti a chi non sia chiamato a parteciparne, è una legge naturale che ogni vero iniziato osserva, e che lo lega saldamente alla catena spirituale degli iniziati di ogni tempo.

Gli iniziati ai misteri erano detti telesti, ossia coloro che guardano alla meta, in quanto avevano ricevuto la τελετή (teleté), l’iniziazione. Essi erano coloro ai quali veniva rivelato il vero scopo dei Misteri, il τελoz (télos), la meta dell’intera evoluzione terrestre dell’uomo. Vedremo più avanti che il vero contenuto, lo scopo rivelato, ha a che fare con l’origine dei Misteri, che può essere attinta in maniera chiaroveggente solo dalla cronaca dell’Akasha.

In latino il verbo greco myeō era reso con ineo, inire, andare dentro, che in un certo senso rende l’idea di conservare il segreto andando verso l’interno di sé, dove è possibile operare quelle trasformazioni dell’anima che operino anche su quella parola interiore, a cui si è accennato in precedenza, in modo l’osservazione del più assoluto silenzio riguardo ai misteri diventi disposizione naturale dell’anima. Ancora in Apuleio i due termini vengono usati distintamente per indicare l’ammissione ai misteri e la verità che in essi verrà rivelata:

“…nam et diem, quo quisque possit initiari, deae nutu demonstrati et sacerdotem, qui sacra debeat ministrare, eiusdem providenzia deligi…[2]

(il giorno in cui ciascuno poteva essere iniziato, lo indicava la dea con un cenno, ed ella sceglieva dalla sua provvidenza il sacerdote che doveva celebrare)

Indidem mihi praedicat, quae forent ad usum teletae necessario preparanda[3].

(Quindi mi annuncia le cose che servivano ed era necessario essere preparate per l’iniziazione)

Successivamente il termine teleta è sparito, ed apparso initiatione, che ha assunto il significato attuale di “insegnare qualcosa a qualcuno”, di modo che possa gradualmente impararlo, e tutti i significati traslati che conosciamo. Non c’è dubbio che tra il significato attuale e quello greco ci sia un abisso, anzi essi sono l’esatto opposto.

Per l’adepto dei misteri antichi l’iniziazione era intesa come il compimento di un cammino preparatorio, volto alla rivelazione delle verità fondamentali dell’uomo. In tal senso perdono di valore molti dei significati che vengono attribuiti all’iniziazione moderna, come l’imparare a sperimentare la morte già in vita, e più in generale il senso di palingenesi comune a molti di questi percorsi.

L’antico iniziato veniva posto di fronte a fatti riguardanti l’evoluzione umana che dovevano ancora manifestarsi sul piano storico, pertanto tale conoscenza, di natura totalmente non intellettuale, aveva lo scopo di trasformare l’anima per prepararla ad accogliere eventi in cui l’intera umanità avrebbe avuto un ruolo quasi di solo spettatore.

Oggi invece, che questi fatti si sono storicamente svolti, d’accordo con quanto rivelato nel Prologo del Vangelo di Giovanni, dove si afferma chiaramente che “il verbo si è fatto carne[4] la missione di molti ordini iniziatici tradizionali, come ad esempio la Massoneria, come ebbe a dire Rudolf Steiner, coincide con la missione dell’intera umanità di questa epoca evolutiva[5], nella misura in cui ogni singolo uomo sarà in grado di “rendere testimonianza alla Luce[6].

Questo è a mio parere il motivo per cui il significato originario del termine iniziazione si è invertito, e con esso la trasformazione dell’uomo da spettatore a protagonista. E completamente opposta è la via iniziatica, che oggi parte prima di tutto dall’aspetto intellettuale. Lo studio è infatti il primo dei gradini di un nuovo percorso iniziatico, che possiamo definire cavalleresco, che è in stretta relazione con il grado di Apprendista Massone, dove viene chiesto di conoscere il mondo solo secondo peso, numero e misura.

Che la via iniziatica sia da compiere in senso inverso a quella degli antichi misteri è anche mirabilmente espresso da un’immagine, dataci sempre da Rudolf Steiner, legata all’antica via sapienziale yoga. Uno degli scopi di tale via è l’accensione del fuoco della Kundalini, una corrente ascensionale che si sviluppa dal chakra basale, che si trova nel perineo, fino al chakra sommitale o coronale, che si trova nella ghiandola pineale. Tale corrente si sviluppa in forma, sinuosa come di serpente, ed è delimitata lateralmente da due altre correnti, viste come colonne, chiamate Ida e Pingala, che rappresentano rispettivamente il principio femminile e quello maschile. Quello che Steiner comunica rispetto a tale via è che l’uomo odierno è chiamato ad accendere anche la corrente discensionale della Kundalini, in modo che il serpente che parte dal capo si intrecci con quello che parte dal basso, fino a formare un simbolo antichissimo, noto come Caduceo, che è simbolo tanto dei Misteri di Hèrmes-Mercurio che di Asclepio-Esculapio.

[1] Cornelio Agrippa, La filosofia occulta, Cap. LXIX
[2] Lucio Apuleio, Le Metamorfosi, Libro XI, 21
[3] Lucio Apuleio, Le Metamorfosi, Libro XI, 22
[4] Giovanni, I, 14
[5] cfr. Rudolf Steiner, Natura e scopi della Massoneria, Prima Conferenza, Ed. Mediterranee, Milano, 2002
[6] cfr. Giovanni, I, 7-8

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