Specus Alchemicus

fucina di conoscenza tradizionale (τα πάντα νούς)

Amedeo Rocco Armentano

Amedeo-Rocco-ArmentanoNato a Scalea (CS) il 10 febraio 1886, all’età di quindici anni si trasferì con la famiglia in Brasile. Qui intraprese lo studio della musica e frequentò a San Paulo il circolo dei “Liberi Pensatori”. Rientrato in Italia, nel 1907 fu iniziato a Firenze nella Loggia “Lucifero” del Rito Simbolico Italiano del Grande Oriente d’Italia dal Venerabile Pietro Mori. In quell’occasione conobbe Arturo Reghini che era tra i fondatori della Loggia e con il quale intrattenne, per tutta la vita, uno strettissimo rapporto di collaborazione e d’intenti.

Nel 1910 è a Parigi dove fa amicizia con Renè Guenon che lo introduce in diversi circoli esoterici e massonici e nel 1912, su invito di Reghini e Frosini, entra a far parte, con il nome di Ermete Cosentino, del Supremo Consiglio del Rito Filosofico Italiano al massimo grado di VII°, corrispondente al 33° del Rito Scozzese e con la carica di “Comes Praefectus Inquisitor”. Attraverso la Schola Italica ed il Rito Filosofico Italiano vi era il tentativo di promuovere l’unificazione dei frammentati gruppi massonici, ritornando alle radici spirituali dell’Arte. Il nome del nuovo Rito richiamava alla mente da un lato il Rito Filosofico Scozzese, ritenuto avere collegamento con i Pitagorici britannici, e dall’altro il Rito Simbolico Italiano in quel periodo troppo orientato alla politica e dimèntico delle sue autentiche radici italiche. Il Rito appare fortemente intriso di elementi pitagorici e gnostici.

Nel 1911, assieme a Reghini, l’Armentano riscrisse gli Statuti del Rito, disponendo che copia dei “Versi Aurei” di Pitagora dovesse essere presente nel Tempio. Sempre con Reghini fondò diverse nuove Loggie e nel 1913, a Firenze, consacrò il Tempio della R:.L:. “Hermes” nelle qualità di Magnifico e Venerabile Maestro della Scuola Pitagorica. Il 10 maggio dello stesso anno riceve, a Parigi, dall’Ecole Superieure Libre des Sciences Hérmetiques il Diploma “ad honorem” di professore di Filosofia Iniziatica della Società Alchemica. Nello stesso anno acquista, a Scalea, la Torre Talao per farne centro di studi, riunioni, meditazioni e ricerche di discepoli ed amici. Nel 1916 viene nominato dal Supremo Consiglio Universale del Rito di “Memphis-Mizraim e dell’ “Ordine Egiziano Antico e Primitivo”, Gran Pontefice – Gran Conservatore dell’Ordine -Grande Interprete dei Ieroglifici e dei Simboli delle Tradizioni e dei Dogmi. Nel 1919 il Rito Filosofico viene “sospeso” e nei primi mesi dell’anno Armentano, con il suo gruppo e Reghini, entra, per “cooptazione”, nel Rito Scozzese Antico ed Accettato di Saverio Fera, facendo parte del Supremo Consiglio.

Nel 1923 si occupò attivamente dei problemi che angustiavano la Massoneria italiana tentando una mediazione fra Palazzo Giustiniani e Piazza del Gesù, contemporaneamente, sempre con Reghini ed altri, da vita al “Sodalizio Pitagorico”. A causa delle difficoltà con il Fascismo, il 3 maggio 1924 Amedeo Armentano si trasferì, definitivamente, in Brasile, da dove intrattenne sempre fitta corrispondenza con Guenon, con Arturo Reghini e con Roul Palermi, lasciando, così, Torre Talao ed il sogno di una grande Scuola esoterica. Due anni dopo, è chiamato a rappresentare il Supremo Consiglio della Massoneria Brasiliana in numerose Loggie e contribuisce direttamente alla nascita delle riviste “Athanor”, di cui fu anche redattore, ed “Ignis” sulla quale pubblica, nel 1925, le famose “Massime di Scienza Iniziatica” con il commento di Arturo Reghini ed altri documenti e studi.

Si spegne nel 1966, lasciando un immenso patrimonio di attività massonica tesa, soprattutto, alla diffusione di una cultura dello Spirito e della scienza del “sacro”. Amedeo Rocco Armentano, rappresenta, nell’ambito Massonico ed Esoterico, una di quelle figure-chiave, portatori di una fiaccola mai spenta intesa a cogliere il messaggio della più profonda natura dell’uomo, uno di quei “viandanti dell’anima” che diedero vita a riviste come Athanòr, Ignis, Ur, un fornello alchemico sotto cui la brace ancora cova un fuoco di conoscenza mai sopito e mai spento. Abbiamo inteso, seppur sinteticamente, trarre da un ingiusto oblìo e portare a più diffusa conoscenza la figura di Rocco Amedeo Armentano, per dottrina e pratica fervente Massone, insigne Esoterista, Uomo profondamente legato alla sua Terra d’origine ed insieme Maestro di levatura universale.

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